nautica

Stop al pagamento di canoni demaniali ritoccati per i porti turistici - Gli scali rischiavano il fallimento

Una circolare dell’Agenzia delle entrate dà un’interpretazione del Milleproroghe che prevede la sospensione dei versamenti delle marine in contenzioso con lo Stato

di Raoul de Forcade


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Imagoeconomica

2' di lettura

Significativa vittoria dei porti turistici, e di Confindustria nautica, nella lunga battaglia legale con lo Stato (iniziata con la Finanziaria per il 2007 del Governo Prodi) sui canoni delle marine.

L’Agenzia delle entrate ha confermato infatti, con una circolare (protocollo 211379/2020), la sospensione del pagamento canoni demaniali per gli approdi turistici in contenzioso con lo Stato.

Nel documento viene data una compiuta interpretazione dell’articolo 34 del decreto Milleproroghe (162/2019), che prevede la sospensione del pagamento dei canoni dei porti turistici.

Si tratta di una norma fortemente voluta da Confindustria nautica, volta ad evitare i procedimenti di riscossione, il blocco dei correnti e la revoca delle concessioni agli operatori in contenzioso con lo Stato per l’applicazione dall’articolo 1, comma 252, della legge Finanziaria 296/2006 che ha modificato, dal 1° gennaio 2007, i canoni annuali per le concessioni demaniali delle marine, imponendo aumenti fino a sette volte i canoni fissati all’atto di firma della concessione, e applicando retroattivamente la nuova tariffa.

Nell’articolo 34 del decreto Milleproroghe, che sospende il pagamento dei canoni demaniali fino al 30 giugno, spiega una nota di Confindustria nautica, «non è esplicitamente indicato che sono comprese anche le concessioni iscritte a ruolo. Con l’importante conferma di oggi, l’Agenzia delle entrate chiarisce come la relazione illustrativa del provvedimento evidenzi che la disposizione ha il fine di “ridurre il contenzioso in essere (…) in sede amministrativa e giudiziaria in ordine ai pagamenti” dei canoni in parola».

«Tale circostanza – recita la nota delle Entrate – può indurre a ritenere che, ai sensi del medesimo articolo 34, il pagamento dei canoni riferiti alle concessioni (…) demaniali marittime per la realizzazione e gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto debba considerarsi sospesa anche nei casi in cui le somme dovute a questo titolo siano oggetto di recupero coattivo, anche a seguito di iscrizione a ruolo».

Prosegue, comunque, il lavoro di Confindustria nautica, in coordinamento con Assomarinas e Assonat (società che raggruppano i porti turistici), finalizzato alla risoluzione a stralcio del contenzioso.

In questo senso, conclude la nota dell’associazione, è «positivo l’incontro avuto con il sottosegretario al Turismo, Lorenza Bonaccorsi, che sta seguendo la conversione del Milleproroghe», e con il parlamentare «Umberto Buratti, che si è fatto promotore delle istanze della portualità turistica alla camera dei deputati».

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