L’ANNUNCIO DI TRUMP

Stop allo shutdown Usa: accordo per sospensione di 3 settimane

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Epa

3' di lettura

Donald Trump ha annunciato la riapertura temporanea del governo americano per tre settimane. Democratici e repubblicani hanno raggiunto un'intesa per porre fine allo shutdown, dopo 35 giorni di stop. Il Senato americano ha varato la legge che permette di porre fine temporaneamente allo shutdown, che è stata firmata dal presidente americano Donald Trump. Durante questo periodo un Comitato bilaterale discuterà dei fondi per il piano di Trump per rafforzare la sicurezza ai confini, compreso il contestato finanziamento dei 5,7 miliardi di dollari per il muro al confine con il Messico.

Trump ha precisato che senza i soldi per il suo muro lo shutdown riprenderà dopo il 15 febbraio. E che è pronto a dichiarare l’emergenza nazionale pur di realizzarlo, utilizzando parte dei 7 miliardi di fondi del genio militare destinati alle opere civili per le zone colpite da calamità. Ma un accordo c'è, almeno per ora, per riaprire il governo e pagare gli stipendi. Ed è una vittoria politica per la speaker della Camera Nancy Pelosi che insisteva nel non voler negoziare sul pacchetto sicurezza prima della riapertura dell’esecutivo. «Speriamo che il presidente abbia imparato la lezione», ha commentato la leader democratica, terza carica dello Stato. «Alla fine il presidente ha accettato la nostra linea, quella di riaprire il governo e poi affrontare il nodo della sicurezza al confine meridionale», ha aggiunto il leader della minoranza democratica al Senato Chuck Schumer.

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L’accordo per scongiurare il rischio tilt dell’aviazione americana
Il motivo che ha spinto democratici e repubblicani ha trovare un compromesso per superare il blocco delle attività del 25% del governo federale è stato il rischio di un tilt del sistema dell'aviazione civile americana. L'aeroporto LaGuardia è rimasto bloccato per alcune ore a causa dell'assenza dei controllori di volo e la Federal aviation administration ha temporaneamente ridotto i voli nel terzo scalo di New York per l'assenza dei controllori di volo. Con i ritardi che a catena si sono riversati nei principali aeroporti della costa est, Newark, Washington D.C. e Philadelphia. Indiscrezioni su un possibile accordo tra democratici e repubblicani sono arrivate nella tarda mattinata, dal sito Drudge Report. Dopo la bocciatura delle due proposte al Senato infatti sono ripartite le trattative.

Trump, nessun passo indietro sul muro del Messico
Trump aveva fatto sapere di essere disposto a firmare una tregua per riaprire il governo, nel caso fosse arrivato un «ragionevole accordo». Le posizioni però, nonostante la riapertura a tempo del governo, non sono cambiate: il presidente e i repubblicani chiedono i fondi per il muro al confine con il Messico, i democratici si oppongono alla barriera in acciaio, ma sono aperti a finanziare uno “smart wall”, che utilizzi la tecnologia, droni, radar e raggi X, per controllare le frontiere e gli altri capitoli del piano Trump per la sicurezza dei confini, sulle assunzioni di personale e il rafforzamento delle dogane nei porti e nel confine Sud. Nelle prossime settimane si capirà se la promessa elettorale di Trump per realizzare oltre 200 miglia del muro al confine con il Messico - pochi ricordano che il primo presidente americano a costruire pezzi di muro era stato Bill Clinton nel 1995 - verrà realizzato entro l’anno. Intanto si riapre il governo per tre settimane, come proposto dai democratici, per pagare gli stipendi arretrati agli 800mila dipendenti costretti a restare a casa dal 21 dicembre e agli altri 420 mila lavoratori dei servizi essenziali, come i controllori di volo, precettati al lavoro senza stipendio.

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