Il nuovo decreto

Telemarketing, stop alle telefonate sui cellulari e a quelle con voce registrata

Il registro delle opposizioni ci difenderà anche dalle chiamate generate da software. Possibile inserire i numeri dei cellulari fra quelli da proteggere

di Antonello Cherchi

Aggiornato il 21 gennaio 2022 alle 17:53

 Più limiti ai fastidi

3' di lettura

Il registro delle opposizioni, lo schermo che dovrebbe difenderci dalle telefonate commerciali indesiderate, alza un’altra barriera: quella contro gli squilli molesti che provengono da sistemi automatizzati. È esperienza ormai comune ricevere chiamate effettuate non da un operatore, ma da software di composizione automatica che lavorano su elenchi di numeri e affidano la proposta di offerte e sconti a una voce registrata. Insomma, si finisce per interloquire con un disco. L’iscrizione del nostro numero telefonico nel registro delle opposizioni servirà da scudo anche verso quelle telefonate.

Il documento / Telemarketing, il decreto con il Registro delle opposizioni

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La norma

La novità, contenuta nel decreto legge Capienze (Dl 139/2021) di recente convertito in legge, ha una doppia valenza: da una parte irrobustisce l’argine creato dal registro, che una modifica legislativa del 2018 (la legge n. 5) aveva voluto erigere solo a difesa delle chiamate fatte da un operatore; dall’altra ha sbloccato l’iter del decreto - che il 18 gennaio ha ricevuto il via libera del Garante della privacy seguita il 21 gennaio dall’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri - con il quale, tra l’altro, si estende il perimetro di azione del registro delle opposizioni ai cellulari.

Infatti, la previsione di allargare l'ambito di azione del registro alle telefonate automatizzate si inserisce nel faticoso carteggio tra ministero dello Sviluppo, Presidenza del Consiglio, Consiglio di Stato, commissioni parlamentari, Garante della privacy e Autorità per le comunicazioni con cui da circa tre anni si tenta, sotto la regia del Mise, di mettere a punto il Dpr che dovrebbe recepire le indicazioni della legge n. 5 del 2018 e sostituire in toto la normativa che ha finora regolato il funzionamento del registro delle opposizioni (il Dpr 178 del 2010).

La protezione del cellulare

Cosa c’è scritto in quel decreto, che finalmente ha visto la luce? La novità più importante, almeno per gli utenti, è la possibilità di iscrivere nel registro non solo, come è stato finora, il proprio numero telefonico contenuto negli elenchi pubblici (in buona sostanza, i numeri degli apparecchi fissi), ma anche quello del telefonino. Questo significa che anche sul cellulare, una volta inserito nel registro, non potranno più arrivare chiamate promozionali. Anche perché l’iscrizione nel registro fa piazza pulita di tutti gli eventuali consensi dati fino a quel momento per l’uso del numero telefonico a scopi di marketing.

Le chiamate automatizzate

Il Dpr varato dal Consiglio dei ministri contiene anche quanto previsto dal Dl Capienze sulle chiamate automatizzate, compreso il fatto che tutti i consensi forniti in precedenza a ricevere telefonate fatte dal computer saranno cancellati con l’ingresso nel registro. Una precisazione necessaria, perché le chiamate generate dal software hanno bisogno di un consenso espresso da parte dell’utente (è la cosiddetta regola dell’opt-in: «mi puoi chiamare solo se prima hai acquisito una mia autorizzazione esplicita»), mentre quelle con operatore sono regolate dall’opt-out («solo una volta chiamato, l’utente può dire di non voler essere disturbato»). Con l’iscrizione nel registro, dunque, tutti i consensi pregressi verranno meno e il telemarketing selvaggio dovrà fare un passo indietro.

Le modalità di iscrizione al registro

È stata eliminata la possibilità di iscriversi al registro inviando una raccomandata, mantenendo invece lo strumento della mail, della telefonata con risponditore automatico (ma sarà possibile chiedere l’assistenza di un operatore, così da poter venire incontro alle esigenze delle persone più deboli) o compilando l’apposito modulo sul sito del gestore del registro, che al momento è la Fondazione Bordoni. L’eliminazione della raccomandata è legata anche alla necessità di gestire in forma automatizzata le richieste di iscrizione al registro, considerato che con l’allargamento ai cellulari si prevede un’impennata delle domande.

Si potranno iscrivere più numerazioni telefoniche (sia fisse sia mobili) contemporaneamente e si potrà entrare e uscire dal registro senza limitazioni. Allo stesso tempo, pur rimanendo nel registro, si potrà decidere di revocare il blocco verso alcuni operatori di telemarketing, consentendo loro di poter chiamare per proporre offerte
commerciali o, se una volta iscritti non si farà nulla, non ci sarà alcun bisogno di rinnovare la presenza nel registro, dove si resterà a tempo indeterminato.

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