L’adeguamento/2

Stop al vincolo del livello minimo per far emergere maggiori ricavi

di Mario Cerofolini e Lorenzo Pegorin


3' di lettura

IL QUESITO

È previsto un livello minimo di adeguamento?

Gli Isa valutano l’affidabilità fiscale del contribuente sintetizzandola in un voto che è l’espressione della media aritmetica di una serie di indicatori elaborati dal software «Il tuo Isa». Il voto può essere migliorato dal contribuente laddove lo stesso decida di dichiarare maggiori componenti positivi rispetto a quelli risultanti dalle scritture contabili. La vera novità degli ISA rispetto agli studi di settore sta nel fatto che, ora, non è più il fisco a dover decidere a che livello gestire l’eventuale aumento dei ricavi/compensi in dichiarazione, ma sarà l’operatore a stabilire a che livello adeguarsi.

Con gli Isa, infatti, quest’ultimo potrà alzare i ricavi/compensi per migliorare il proprio posizionamento, senza dover per forza arrivare al valore massimo (voto 10).

Nell’esempio in pagina, con l’ausilio del software «Il tuo Isa» pubblicato nella versione definitiva il 10 giugno scorso, è possibile visualizzare l’esito dell’indice sintetico di affidabilità e il percorso che ha portato al risultato finale. Il caso esemplificato è di un contribuente esercente attività di commercio al dettaglio di abbigliamento (Isa AM05U).

L’indicatore è la media matematica degli indici riportati in pagina. Nel caso di specie prima dell’adeguamento il contribuente si posiziona con un valore complessivo pari a 5,23 che è inferiore al livello di affidabilità minimo (stabilito per valori superiori a 6) al di sotto del quale l’operatore economico potrebbe finire nelle liste di controllo dell’amministrazione finanziaria. Tale punteggio, come evidenzia l’esempio, rappresenta la media aritmetica degli otto indicatori elaborati dal software.

I primi quattro indici riportati sono gli indicatori elementari di affidabilità (ricavi per addetto, valore aggiunto per addetto, reddito per addetto, durata e decumulo delle scorte) e presentano valori positivi (sono tre 10 e un 7,83).

Ciò che deprime il risultato in maniera incisiva sono gli indicatori di anomalia il cui valore iniziale pari ad 1 determina di fatto l’insufficienza del contribuente. Si tratta di indicatori che solo nel primo caso (incidenza degli oneri finanziari) possono assumere valori che si posizionano fra 1 e 5, mentre negli altri tre casi (copertura delle spese per dipendente, reddito operativo negativo e risultato ordinario negativo) in presenza dell’indicatore il valore è rigorosamente ancorato al voto 1. In altre parole se si presenta l’anomalia (elevata o contenuta che essa sia in valore assoluto) la stessa darà sempre valore pari a 1, contribuendo in maniera importante all’abbassamento della media del voto finale.

Come si può notare sempre dall’esempio, per scongiurare il rischio inserimento liste selettive, e al fine di superare il punteggio minimo di 6, il contribuente dovrebbe elevare i propri ricavi almeno di 1.944 euro.

Aumentando i ricavi della cifra indicata scompare, infatti l’anomalia di cui al reddito operativo negativo (qui in realtà sarebbero bastati 298 euro) e quella riguardante il risultato ordinario negativo. Solo con il completo superamento di entrambi gli indici di anomalia indicati il risultato complessivo potrà oltrepassare il 6 in pagella e attestarsi nel caso in questione a 6,64.

Da notare che, in linea generale l’adeguamento al livello più elevato a cascata risolve anche gli altri per i quali è richiesto un ammontare inferiore. Nell’esempio quindi per arrivare al voto 6,64 non è necessario adeguare i ricavi di 1.944 euro + altri 298 euro, ma semplicemente 1.944 euro per eliminare entrambi gli indicatori di anomalia.

Qualora, invece, il contribuente intendesse raggiungere i benefici previsti dal regime premiale (posizionati fra l’otto e il nove), sarà necessario procedere con un adeguamento più robusto che dovrà “eliminare” dall’esito finale anche gli altri due indicatori di anomalia rimasti. In questo caso (come riportato sempre nella grafica a lato) un innalzamento dei ricavi per adeguamento di 20.314 euro permette di eliminare anche l’anomalia legata all’incidenza degli oneri finanziari, e quella collegata alla «copertura spese per dipendente».

Infine, si specifica che, in caso di adeguamento a un valore intermedio tra 3.823 e 20.314 euro, si determinerà un voto finale inferiore a 8 e, pertanto, insufficiente ad accedere al regime premiale.

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