AltaRoma

Storia e futuro per la sfilata “Heritage” di Gattinoni

di Nicoletta Picchio

2' di lettura

Una sfilata tra passato e futuro, con alcuni abiti selezionati dall'archivio storico della casa di moda, più di mille oggetti tra giacche, vestiti e pantaloni, e nuove creazioni. Non a caso è stato scelto il nome “Heritage” per la passerella di Gattinoni, tra i grandi nomi del calendario di AltaRoma in questo appuntamento di gennaio. Non è la sola novità: sarà una collezione “no season” spiega Guillermo Mariotto, il direttore creativo della maison.

Nero scelta iconica
Il nero, scelta assoluta per i cappelli, e poi le righe bianche e nere, il Principe di Galles, i pizzi: nella selezione Mariotto ha tenuto presente le caratteristiche iconiche di Fernanda Gattinoni. Ed ha voluto l'aiuto di una fashion stylist, Federica Trota. Alcuni abiti saranno proprio presi dall'archivio, altri riadattati alle modelle (il punto vita all'epoca era 59-60), altri ricostruiti del tutto, per evitare il rischio di rovinarli, come l'abito da sposa in pizzo di Calais che chiude la sfilata, o la giacca con la chiave di violino che sarà la prima ad uscire in passerella.

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Archivio tutelato dal Mibact
L'archivio Gattinoni da alcuni anni, spiega il presidente Stefano Dominella, è sotto la tutela dei Beni culturali, che lo ha inserito nel portale dedicato alla moda con 20 abiti. Tra poco ne saranno aggiunti altri 20. Un valore storico e culturale riconosciuto nel nostro paese e che tiene alta la moda italiana anche all'estero: è venuto recentemente Andrew Bolton, curatore del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, a scegliere i capi per la prossima mostra che si terrà al Met sul tema tra sacro e profano.

Dalla parte delle donne
Ma Gattinoni ha voluto anche essere in prima fila nelle battaglie delle donne e per le donne, condividendo l'impegno di #metoo, #timesup, #wedoittoghether. Ci sarà Gessica Notaro a sfilare, come simbolo delle donne che reagiscono alla violenza. E poi altre testimonial, da Gloria Guida a Elisabetta Dessy, a Isabella Albonico, musa di grandi fotografi negli anni ‘60, per esaltare una femminilità che non declina neanche a 80 anni.

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