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Storia a «lieto fine» per la Pernigotti di Novi Ligure acquisita da Jp Morgan

Il Gruppo americano vuole consolidare un polo di eccellenza del cioccolato in Italia insieme alla controllata Walcor - Subito la riapertura della fabbrica per produrre in vista della stagione natalizia

di Filomena Greco

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

La firma, molto attesa, alla fine è arrivata e chiude la lunga vicenda industriale della Pernigotti, storico marchio del cioccolato italiano in bilico da oltre due anni. Jp Morgan Asset Management - Global Special Situations Group, attraverso il fondo in gestione Lynstone, ha siglato un contratto di compravendita definitiva con la proprietà della società controllata dal Gruppo Toksoz. L’accordo prevede la cessione dell’intero pacchetto azionario e degli asset immobiliari (lo stabilimento di Novi Ligure). E punta all’immediata riapertura della fabbrica di cioccolato piemontese, in vista della prossima stagione natalizia.

Il closing dell’operazione è previsto entro il 30 settembre, come emerso nelle scorse settimane, e resta subordinato sostanzialmente a due condizioni: l’ok da parte della Presidenza del Consiglio in base alla normativa della Golden Power e il rinnovo della Cassa integrazione straordinaria per i 56 addetti da parte del ministero del Lavoro, procedura all’esame nel prossimo incontro già fissato la prossima settimana, il 30 agosto.

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La vicenda Pernigotti

La vertenza Pernigotti inizia nell’autunno del 2018 dopo l’annuncio, da parte della proprietà, di voler chiudere la fabbrica di Novi Ligure. Da allora ci sono stati diversi passaggi. Dapprima la società ha ceduto il ramo gelati, poi si è impegnata al rilancio del sito piemontese per arrivare negli ultimi mesi alla fase di ricerca di partner industriali. Con la firma del contratto di acquisto Jp Morgan rafforza il progetto industriale che ha come obiettivo la creazione di un polo italiano di eccellenza del cioccolato, grazie all’operazione di rilancio firmata dal Gruppo americano della controllata Walcor – altra importante realtà italiana del settore, a Cremona – cui ora si affianca ora l’acquisizione di Pernigotti. I due marchi sono complementari se si guarda alla gamma di prodotti e hanno alle spalle una storica collaborazione industriale, oltre che diverse sinergie da poter mettere in campo.

Vincono tutti

Si tratta di un accordo che rappresenta “un lieto fine” per una vicenda complessa, per diversi motivi. Anzitutto perché fa in modo che resti in Italia uno dei marchi più longevi nel mondo del cioccolato, in vita sin dal 1860, poi perché prevede la riapertura e il rilancio del sito industriale di Novi Ligure mantenendo il legame tra territorio e prodotto. “Vincono” anche i turchi di Toksoz che ottengono un prezzo – su cui resta però il massimo riservo – che rappresenta un riconoscimento, almeno parziale, dell’impegno finanziario degli ultimi anni.

L’alleanza con Walcor

Il piano industriale per la fabbrica di Novi Ligure e per il marchio Pernigotti è in fase di valutazione da parte del ministero dello Sviluppo economico. Su quanto la nuova proprietà deciderà di investire, dunque, in futuro si saprà qualcosa in più nelle prossime settimane. Quello che è certo è che in questa prima fase la Walcor farà da “traino” commerciale per i prodotti iconici a marchio Pernigotti – nocciolato, torrone bianco, gianduiotti e cremini – grazie ad un accordo di distribuzione e di marketing in esclusiva che permetterà a breve il ritorno del brand Pernigotti nella Grande distribuzione.

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