Global Minimum Tax

Storica intesa all’Ocse tra 136 Paesi: imposta minima del 15% sulle multinazionali

L’intesa è stata concordata da 136 nazioni. L’Ocse ha aggiunto che solo 4 paesi - Kenya, Nigeria, Pakistan e Sri Lanka - non hanno ancora aderito all’accordo

L’Irlanda cambia idea e accetta di tassare le multinazionali al 15%

2' di lettura

Storico accordo in sede Ocse per introdurre una tassa minima globale per le multinazionali. L’intesa per garantire che le grandi aziende paghino un’aliquota fiscale minima del 15% e rendere più difficile per loro evitare la tassazione è stato concordato da 136 nazioni. L’Ocse ha aggiunto che solo 4 paesi - Kenya, Nigeria, Pakistan e Sri Lanka - non hanno ancora aderito all’accordo.

Convinti anche i 3 Paesi riottosi

I tre Paesi Ue che alla fine si sono convinti dopo faticose discussioni ad accettare l'intesa sono stati Irlanda, Estonia e Ungheria. «La grande riforma del sistema fiscale internazionale è stata definitivamente concordata, garantirà l’applicazione di un’aliquota minima del 15% per le multinazionali a partire dal 2023», ha affermato l’Ocse in una nota.

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Il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, ha celebrato l’intesa: «Questo renderà il nostro regime fiscale internazionale più equo e più efficace», sottolinea l’alto responsabile in un tweet.

Solo 4 defezioni

«Ben 136 dei 140 membri del Quadro Inclusivo Ocse/G20 - scrive Cormann in una serie di tweet pubblicati nel tardo pomeriggio - aderiscono all’accordo per riformare il nostro sistema fiscale internazionale e renderlo più giusto e affinché possa funzionare meglio». Si tratta di «tutti i Paesi del G20, tutti i Paesi dell’Ue e tutti i Paesi dell’Ocse», precisa l’australiano numero uno dell’Ocse, aggiungendo che « è una grande vittoria per un multilateralismo efficace ed equilibrato».

E ancora: «Si tratta di un accordo di grande portata che garantisce che il nostro sistema fiscale internazionale si adatti ad un’economia globale digitale. Adesso - conclude Cormann - dobbiamo lavorare con diligenza per garantire l’attuazione effettiva di questa riforma maggiore».

Von der Leyen: accordo storico

«Accolgo con favore l’accordo odierno sulla riforma fiscale globale. Questo è un momento storico. È un importante passo avanti per rendere più equo il nostro sistema fiscale globale». È il commento della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «La Commissione europea ha sostenuto con forza questo sforzo internazionale. Vorrei ringraziare il commissario Paolo Gentiloni e i suoi servizi per il loro instancabile lavoro al riguardo», ha aggiunto von der Leyen.

«Storico accordo internazionale sulla riforma fiscale globale - con i paesi dell’Ue uniti nel loro sostegno! L’equità dopo la pandemia. Il multilateralismo è tornato», ha commentato a sua volta il commissario europeo Paolo Gentiloni su Twitter.

Yellen: l’accordo porterà maggiore prosperità

«L’accordo odierno rappresenta un traguardo irripetibile per la diplomazia economica. Abbiamo trasformato instancabili negoziati in decenni di maggiore prosperità, sia per l’America che per il mondo», ha commentato il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen.

La decisione presa oggi in sede Ocse è solo il primo passo. Sarà presentata alla riunione dei ministri delle finanze del G20 a Washington il 13 ottobre, quindi al vertice dei leader del G20 a Roma alla fine del mese.
Secondo l'Ocse l'imposta farebbe entrate nelle casse degli Stati 150 miliardi di dollari l'anno e le nuove regole sulla redistribuzione dei profitti riguarderebbero 125 miliardi di dollari di profitti che saranno tassati nei Paesi in cui le grandi società generano entrate ma hanno una limitata presenza fisica.


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