ALTO ADIGE

Stoviglie bio dai rifiuti alimentari

Al NOI Techpark un nuovo laboratorio aperto agli innovatori del cibo

di Barbara Ganz


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Ben Schneider è iil responsabile dell’innovativo llaboratorio

2' di lettura

Ci sono il forno, lo scolapiatti e il tavolo, l’affettatrice, la grattugia e il passaverdure, ma anche apparecchi sofisticati come il dispositivo di riscaldamento a temperatura controllata di alta precisione per la cottura sottovuoto e una stampante 3D per alimenti. Il Kitchen Lab è una cucina sperimentale, allestita con le più moderne tecnologie (ma anche quelle tradizionali come il mulino di legno per macinare i cereali) e aperta a tutti coloro che desiderano sviluppare nuovi prodotti nel settore alimentare, ospitata al NOI Techpark, il parco tecnologico di Bolzano. Uno spazio per l’innovazione in un settore cruciale per il territorio. Qui si può miscelare, panificare, cuocere, essiccare, centrifugare, affumicare e molto altro ancora: tutte le tecnologie sono utilizzabili in maniera autonoma, grazie al sistema informativo in QRcode. Inoltre, è possibile utilizzare lo spazio anche per workshop, presentazioni e degustazioni e richiedere il noleggio di strumentazioni ulteriori.

Un luogo dove è possibile creare prodotti concreti e commercializzabili, già conformi alle leggi vigenti per i test di mercato. «Kitchen Lab offre al settore alimentare un nuovo spazio per l’innovazione, e il NOI Techpark è l’ambiente ideale per creare nuovi prodotti, procedure di produzione e ricette. Qui le aziende del settore possono creare, o da sole o affiancate dai nostri esperti, i primi prototipi di prodotti e conoscere nuove tecnologie per la lavorazione» commenta Ben Schneider, head of Unit Food Technologies e responsabile di Maker Space.

A confermarlo anche Andreas Loacker, vicepresidente dell’omonima azienda: «Questo è un posto in cui un’azienda altoatesina con lunga tradizione come la nostra ha la possibilità di pensare “outside the box”. Uscendo dal proprio contesto abituale, nascono nuove idee innovative e il mix di imprese, giovani talenti e ricercatori crea interessanti sinergie e possibilità di collaborazione».

Nella giornata inaugurale, lo scorso 23 maggio, qui si è affrontato anche il tema dei rifiuti alimentari, con la possibilità di trasformarli in piatti e stoviglie biodegradabili : Paula Oberhöller, della Finest Gourmet Chocolate Oberhöller, con Matteo Scampicchio, professore di tecnologie alimentari alla Libera Università di Bolzano, Valentina Cramerotti di IDM Creative Industries e gli studenti della Facoltà di Design di Unibz hanno presentato soluzioni innovative facendo prendere nuova vita a rifiuti organici e sottoprodotti alimentari. «Attualmente l’università ha in corso 15 progetti di ricerca con aziende altoatesine, ma anche straniere - spiega Marco Gobbetti, docente di Microbiologia a Bolzano e direttore del nuovo laboratorio Micro4Food sull’agroalimentare - Il parco scientifico ospita tre impianti semi industriali, come una piccola panetteria e un panificio». E grazie alle autorizzazioni sanitarie - aggiunge Ben Schneider, responsabile del laboratorio e della food technologies Unit, nel Kitchen Lab è possibile per le aziende del settore mettere a punto nuove ricette e anche avviare piccole produzioni test, risparmiando sui tempi e sul budget.

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