verso il voto

Strada in salita per Recovery Fund e bilancio all’Europarlamento

Seduta plenaria per l’Europarlamento chiamato il 23 luglio a discutere i risultati del Consiglio europeo e ad adottare una risoluzione

di R.Es.

Trovato l'accordo sul Recovery Fund: all'Italia 209 miliardi tra prestiti e sussidi

Seduta plenaria per l’Europarlamento chiamato il 23 luglio a discutere i risultati del Consiglio europeo e ad adottare una risoluzione


2' di lettura

Per Recovery Fund e bilancio pluriennale dell’Unione europea inizia un’altra partita, dopo l’accordo raggiunto al vertice fiume conclusosi martedì 21 luglio. Il 23 luglio infatti i deputati dell’Europarlamento, riuniti in seduta plenaria straordinaria, discuteranno con i presidenti di Consiglio e Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen, i risultati del Consiglio europeo e, a conclusione del dibattito, adotteranno una risoluzione sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp), sul sistema di risorse proprie e sul Piano di ripresa per l’Europa. E la partita non si annuncia semplice, soprattutto per ciò che riguarda il bilancio, come ha fatto capire ieri anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in conferenza stampa.

I paletti dell’Europarlamento sul budget

L’Eurocamera, nella risoluzione che sarà messa ai voti, non intende infatti rinunciare al suo diritto di veto sul Qfp, essendo autorità di bilancio, e pone dei paletti. Pur «accogliendo con favore l’accettazione da parte dei capi di Stato o di governo del Recovery fund, deplora la riduzione della parte delle sovvenzioni», si legge nel testo. Il Parlamento europeo deplora inoltre che «spesso l’adesione esclusiva agli interessi e alle posizioni nazionali metta a repentaglio il raggiungimento di soluzioni comuni nell’interesse generale e avverte che i tagli al Qfp vanno contro gli obiettivi dell’Ue».

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Il nodo delle risorse proprie

Tra le altre linee rosse quella sulle nuove risorse proprie. Un punto sul quale ieri il presidente dell’Europarlamento David Sassoli è stato chiaro chiedendo un impegno a una «loro introduzione rapida» e un «aumento del tetto di quelle esistenti». Sassoli ha chiesto «un calendario preciso di introduzione di almeno due risorse proprie per il 2021 - la tassa sulla plastica e quella sull’Ets - e ha chiesto di calendarizzarne delle nuove. Il Parlamento Ue propone inoltre un coinvolgimento sul piano di rilancio ed una discussione più ampia sui rebates, gli sconti sui contributi al bilancio confermati (o ampliati) ai quattro Paesi “frugali” e alla Germania.

No tagli a ricerca, giovani e Erasmus

Quanto al bilancio europeo a lungo termine lo si vuole più ambizioso. «La proposta - ha detto Sassoli - è sul tavolo ma noi vogliamo migliorarla concentrandoci nel dare risposte a quelli che per noi sono dei tagli ingiustificabili: se vogliamo scommettere sulle giovani generazioni non possiamo tagliare le risorse del bilancio per la ricerca, sui giovani, Erasmus e non possiamo tagliare» neanche i «fondi per la migrazione e l’asilo». Inaccettabile, secondo il presidente , anche il rinvio del promesso meccanismo per limitare i fondi a Paesi che non rispettano libertà democratiche e diritti umani.

I Trattati Ue prevedono che l’Europarlamento si pronunci sul pacchetto approvato. Il voto finale - ha detto Sassoli - è previsto nel giro di un paio di mesi.

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