ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTrent’anni fa la strage di Capaci

Mattarella: «Falcone osteggiato dai magistrati»

Il ministro dell’Interno Lamorgese, con il capo della Polizia Lamberto Giannini, hanno deposto una corona di alloro alla Stele di Capaci. La vedova dell’agente della scorta Vito Schifani è tornata a chiedere la verità sulla strage e ha fatto appello agli «uomini dello Stato che hanno tradito» affinché parlino

Falcone, 30 anni dalla strage di Capaci

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Palermo e l’Italia ricordano Giovanni Falcone a 30 anni dalla strage di Capaci in cui il giudice fu ucciso insieme alla moglie e alla scorta. «Le visioni d’avanguardia, lucidamente “profetiche”, di Falcone non furono sempre comprese - ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella, intervenuto al Foro Italico di Palermo, in occasione dell’anniversario -; anzi in taluni casi vennero osteggiate anche da atteggiamenti diffusi nella stessa magistratura, che col tempo, superando errori, ha saputo farne patrimonio comune e valorizzarle. Anche l’ordinamento giudiziario è stato modificato per attribuire un maggior rilievo alle obiettive qualità professionali del magistrato rispetto al criterio della mera anzianità, non idoneo a rispondere alle esigenze dell’Ordine giudiziario».

Mattarella: storia della Repubblica sembrò fermarsi

«Sono trascorsi trent’anni da quel terribile 23 maggio - ha detto Mattarella - allorché la storia della nostra Repubblica sembrò fermarsi come annientata dal dolore e dalla paura. Il silenzio assordante dopo l’inaudito boato rappresenta in maniera efficace il disorientamento che provò il Paese di fronte a quell’agguato senza precedenti, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani».

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Il ministro dell’Interno Lamorgese, con il capo della Polizia Lamberto Giannini, hanno deposto una corona di alloro alla Stele di Capaci. La Polizia di Stato ha ricordato con un video su Fb la strage che «sconvolse il nostro Paese». La vedova dell’agente della scorta Vito Schifani è tornata a chiedere la verità sulla strage e ha fatto appello agli «uomini dello Stato che hanno tradito» affinché parlino.

Il Capo dello Stato: democrazia seppe reagire con Stato di diritto

Nel suo intervento il Capo dello Stato ha sottolineato la capacità di reazione della democrazia. «Del tutto al contrario di quanto avevano immaginato gli autori del vile attentato, allo smarrimento iniziale seguì l’immediata reazione delle Istituzioni democratiche - ha affermato -. Il dolore e lo sgomento di quei giorni divennero la drammatica occasione per reagire al violento attacco sferrato dalla mafia; a quella ferocia la nostra democrazia si oppose con la forza degli strumenti propri dello Stato di diritto. Altrettanto significativa fu la risposta della società civile, che non accettò di subire in silenzio quella umiliazione e incoraggiò il lavoro degli investigatori contribuendo alla stagione di rinnovamento».

Ripristino ordine internazionale è fare giustizia

L’attentato al cuore dello Stato di trent’anni fa ha dei punti in comune con la tragedia che sta segnando l’Ucraina, impegnata a respingere l’aggressione russa. «Ancora una volta - ha continuato Mattarella - sono in gioco valori fondanti della nostra convivenza. La violenza della prevaricazione pretende di sostituirsi alla forza del diritto. Con tragiche sofferenze per le popolazioni coinvolte. Con grave pregiudizio per il sistema delle relazioni internazionali. Il ripristino degli ordinamenti internazionali, anche in questo caso, è fare giustizia. Raccogliere il testimone della “visione” di Falcone significa affrontare con la stessa lucidità le prove dell’oggi, perché a prevalere sia la causa della giustizia; al servizio della libertà e della democrazia».

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