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Strage in discoteca, 6 arresti per omicidio preterintenzionale

In carcere sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni presenti alla "Lanterna Azzurra" di Corinaldo tra il 7 e l'8 dicembre scorsi quando morirono cinque giovani e una mamma 39enne schiacciati dalla calca provocata da una fuga di massa dal locale. Per loro l'accusa è anche di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e lesioni personali nei confronti delle 197 persone rimaste ferite per l'utilizzo di uno spray al peperoncino all'interno della discoteca affollata di giovani. Agli arresti anche un ricettatore


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2' di lettura

Sono sette le persone arrestate dai Carabinieri di Ancona nell'ambito dell'inchiesta sulla strage della discoteca "Lanterna Azzurra" di Corinaldo (Ancona) in cui, tra il 7 e l'8 dicembre scorsi, morirono cinque giovani e una mamma 39enne schiacciati dalla calca provocata da una fuga di massa dal locale. In carcere sono finiti sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nel Modenese, presenti nel locale la sera della tragedia.

Per loro l'accusa è di omicidio preterintenzionale plurimo, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e lesioni personali nei confronti delle 197 persone rimaste ferite per l'utilizzo di uno spray al peperoncino all'interno della discoteca affollata di giovani. Secondo la Procura farebbero parte di una banda dedita a furti con strappo e rapine in numerose discoteche del Centro nord, spesso attuate spruzzando spray al peperoncino tra i clienti per creare confusione. Arrestato anche un ricettatore, solo per il reato di associazione a delinquere.

«Grazie ai Carabinieri e agli inquirenti: avevamo promesso indagini serie e rigorose per prendere i responsabili di quella tragedia e ora c'è un segnale importante», ha commentato a caldo il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini. «Nessun arresto restituirà le vittime ai propri cari, purtroppo, ma è nostro dovere individuare i colpevoli e punirli come meritano. Speriamo che la Giustizia preveda galera certa per tutti, senza sconti o attenuanti».

Nell'inchiesta erano già indagate a vario titolo 17 persone oltre a un minorenne inizialmente sospettato di aver spruzzato lo spray nella discoteca quella sera: per l'ipotesi di omicidio colposo plurimo sono state chiamate in causa nove persone tra gestori, proprietari e un addetto alla sicurezza. Altre otto, tra cui il sindaco di Corinaldo Matteo Principi e componenti della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati in seno all'Unione Misa-Nevola che rilasciò i permessi per il locale nel 2017, devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dal concorso in omicidio colposo, disastro colposo e falsità ideologica per le irregolarità riscontrate nei locali della discoteca.

All'origine della tragedia di Corinaldo, una serata in discoteca come tante, con la pista da ballo affollata di giovani in attesa di un dj set del trapper Sfera Ebbasta. Poi, attrorno a mezzanotte, qualcuno spruzza spray al peperoncino, creando il panico generale. Molti dei ragazzi in fuga, accalcati su uno scivolo all'uscita posteriore del locale provocano il collo di una balaustra laterale, e cadono in un piccolo fossato. Nella confusione, sei persone muoino schiacciate o soffocate: tre ragazze e due ragazzi e una giovane mamma di quattro figli, venuta ad accompagnare la figlia, di appena 11 anni che ne uscirà con un ferita la ginocchio. Decine i feriti, anche gravi.

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