ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla strage negli usa

El Paso, indagini su manifesto anti-immigrati

Si tratta della più grave strage causata da armi da fuoco negli Usa negli ultimi due anni e una delle dieci peggiori di sempre. È stata perpetrata da un 21enne armato di un fucile semiautomatico stile AK 47, che ha aperto il fuoo in un centro commerciale della città al confine con il Messico

di Marco Valsania


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3' di lettura

NEW YORK - Almeno 20 morti e 26 feriti, diversi dei quali gravi. È questo il tragico bilancio, ancora provvisorio, dell’ultima strage in America, la più grave in due anni e una delle dieci peggiori di sempre. È stata perpetrata da un 21enne armato di un fucile semiautomatico stile AK 47. Che ha aperto il fuoco sabato in un centro commerciale Walmart a El Paso, in Texas. La tragedia è avvenuta al confine con il Messico - e gli inquirenti stanno analizzando con estrema attenzione proprio motivazioni di odio razziale e anti-immigrati per il gesto.

Negli Usa, non bastano i massacri a vincere la lobby delle armi

Pochi minuti prima dell’eccidio era comparso online un lungo e farneticante manifesto lungo quattro pagine che denunciava “l’invasione del Texas” e degli Stati Uniti da parte di messicani e ispanici. Non solo: sembrava descrivere accuratamente piani e armi utilizzate per la strage. Il testo esprime inoltre sostegno ad altri recenti massacri a sfondo di odio razziale o religioso, quale quello avvenuto in Nuova Zelanda a Christchurch. Ed è stato pubblicato su 8Chan, il medesimo forum online che aveva ospitato le rivendicazioni dell'attentare neozelandese.

L'omicida di El Paso è stato identificato come Patrick Crusius, originario di Allen, un sobborgo benestante di Dallas. Dopo la strage si è arreso alle autorità, ha fatto sapere il capo della polizia di El Paso Greg Allen. Il tipo di arma e la affollata località spiegano l’elevato numero delle vittime, ha aggiunto Allen. Secondo ricostruzioni dei media americani sarebbe stato considerato un ragazzo solitario e alienato da chi lo conosceva a scuola e dove abitava. Al Walmart di El Paso, a nove ore di auto da dove risiede, si è presentato in tuta mimetica e armato verso le 10:30 di mattina e quasi immediatamente ha aperto il fuoco, cominciando all'esterno dell'edificio.

Il governatore del texas Greg Abbott ha definito la giornata come «una delle più tragiche nella storia dello stato». Il presidente Donald Trump ha condannato l'episodio come «una terribile sparatoria, molto brutta. Un atto codardo. Non ci sono ragioni o scuse che potranno mai giustificare l’assassinio di innocenti». Ma la tragedia appare destinata a sollevare nuove pesanti polemiche. L'opposizione democratica da tempo accusa la Casa Bianca di istigare un clima anti-immigrati con dichiarazioni accusate di promuovere paura e razzismo. Nuove polemiche nasceranno inoltre sul continuo facile acquisto di armi anche estremamente letali e da guerra nel Paese - il Texas è uno degli stati più permissivi. Proposte di rendere più severi i controlli o di mettere al bando gli arsenali più letali si sono finora sempre arenate in Congresso e sull’opposizione della lobby delle armi, la Nra. L’ultima grande spinta a riforme era arrivata dopo il massacro nel liceo di Parkland in Florida l'anno scorso, che aveva generato un movimento studentesco di protesta contro le armi.

SCHEDA / La classifica delle peggiori stragi avvenute negli Stati Uniti

El Paso è apparsa sotto shock davanti all’episodio: da sempre, con la sua vicinanza al confine dove dall’altra parte si trova la messicana Ciudad Suarez, è una città con una forte identità ispanica, una comunità che rappresenta l'80% dei suoi 682.000 residenti. Tra i feriti anche sei cittadini del Messico, a cominciare da una bambina di dieci anni. Solo pochi giorni fa un’altra strage era avvenuta durante un festival culinario in California facendo tre morti. L'autore: un ragazzo di 19 anni.

Polemiche su Trump: retweettava il killer
Secondo la Cnn gli account social di Patrick Crusius, il 21/enne arrestato per la sparatoria a El Paso, contengono retweet di Donald Trump, post sul muro al confine col Messico e attacchi al candidato presidenziale Bernie Sanders e alla speaker della Camera Nancy Pelosi. Queste condivisioni, secondo gli esperti, potrebbero aver contribuito a rafforzare le idee suprematiste dell’assassino.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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