sentenza primo grado

Strage Viareggio, condannati i manager. A Moretti 7 anni come ex ad di Rfi

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(LaPresse)


3' di lettura

Mauro Moretti, è stato condannato come ex ad di Rfi (in carica dal 2001 al 2006) a sette anni. Sette anni e sei mesi è la pena inflitta a Michele Mario Elia, all'epoca dei fatti ad di Rfi. Ha ricevuto la stessa condanna a sette anni e sei mesi Vincenzo Soprano, all’epoca dei fatti ad di Trenitalia. Sono le prime condanne del lungo dispositivo della sentenza del processo di primo grado per la strage alla stazione di Viareggio che il 29 giugno 2009 causò 32 morti. Gli imputati erano 33 come persone fisiche e nove le società. L’accusa aveva chiesto 16 anni per Moretti e 15 per Elia. Per tutti gli imputati per la strage le accuse andavano, a vario titolo, da disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.

Moretti assolto come ad Fs
Mauro Moretti, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi (all’epoca dell’incidente non era più amministratore delegato di Rfi da tre anni). Tra le società 'imputate' assolti anche Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi e Trenitalia.

Le assoluzioni
I giudici del tribunale di Lucca hanno assolto otto dei 33 imputati per non aver commesso il fatto. Sono Andreas Barth dell'Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

I familiari: «Fino a domani nessun commento»
Un breve applauso ha salutato, dopo qualche minuto dalla lettura, la sentenza al processo della strage di Viareggio, dove tutti i familiari hanno ascoltato le parole del giudice in religioso silenzio. Non rilasceranno commenti ufficiali i responsabili dell'Associazione 'Un Mondo che Vorrei', che riunisce i familiari delle 32 vittime, Marco Piagentini e Daniela Rombi. Quest'ultima dopo la lettura della sentenza, durante la quale si è dovuta sedere, ha alzato il manifesto con la foto della figlia nella stanza di rianimazione. «È stata una lettura troppo veloce», hanno detto, annunciando che stasera si riuniranno con i loro legali e solo domani alle 11 parleranno con i giornalisti in una conferenza stampa.

Trentadue sedie vuote in prima fila
Trentadue sedie vuote in prima fila nell’aula, dove sono state sistemate le magliette bianche con le foto delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, uno dei più grandi disatri ferroviari degli ultimi 50 anni. Il giudice Gerardo Boragine, presidente della sezione del Tribunale di Lucca davanti al quale era in corso il processo, ha aperto l'udienza con il lungo appello di imputati, avvocati e parti civili. Poco dopo, davanti alla rinuncia delle ultime repliche dei legali, i magistrati si sono ritirati in camera di consiglio. Poi la sentenza nel primo pomeriggio. Assenti quasi tutti gli imputati, 33 in tutto, fra cui Mauro Moretti, l’ex ad di Ferrovie (ora al vertice di Finmeccanica). Presenti, invece tra il pubblico, i familiari delle 32 vittime, come in tutte le altre udienze: quelle del dibattimento sono 129 numero che sale a 145 con le udienze davanti al gip.

Il giorno di Viareggio

Un lungo applauso per i familiari delle vittime
A pochi minuti dall'ingresso dei giudici nell'aula del Polo fieristico di Lucca un lungo applauso ha salutato i familiari delle 32 vittime della strage del 29 giugno 2009. In un’aula ormai piena hanno preso posto anche i cameraman, che sono stati ammessi per la prima volta al processo in occasione della lettura della sentenza. In tanti hanno voluto testimoniare la loro vicinanza ai familiari della strage di Viareggio, che sono in attesa della sentenza al processo a Lucca. Tra i comitati che sono arrivati al Polo fieristico, dove si sono svolte tutte le udienze, ci sono anche quelli del Moby Prince, No Eternit da Casale Monferrato, i No Tav, i macchinisti di 'In marcia', un gruppo da Carpi, e poi tutti i vari comitati e gruppi di sostegno di Viareggio e Lucca.

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