L’ex amministratore delegato di Fs

Strage di Viareggio, Moretti non rinuncia alla prescrizione

Nel primo appello invece vi rinunciò. Condanna a 7 anni in primo e secondo grado

2' di lettura

Mauro Moretti ha dichiarato di non rinunciare alla prescrizione nel processo di appello bis per la strage di Viareggio. Lo ha detto lui stesso alla corte di Firenze. Nel primo appello invece rinunciò alla prescrizione. Moretti fu condannato a 7 anni in primo e secondo grado.

I rilievi della Suprema Corte

La Cassazione annullando con rinvio la sentenza ha stabilito che dovesse chiarire di nuovo in appello bis l’intenzione di rinunciare o no alla prescrizione dal momento che vi rinunciò prima che cadesse in prescrizione l’accusa di omicidio colposo plurimo venuto meno per la caduta dell’aggravante della violazione di norme sulla sicurezza sul lavoro.

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I familiari in aula: «Vergogna»

Alcuni familiari delle vittime della strage di Viareggio (Lucca) al termine dell’udienza davanti alla corte di appello di Firenze si sono avvicinati al banco dove era seduto l’ingegner Mauro Moretti, tra gli imputati rinviati dalla Cassazione a un appello bis, dicendogli ad alta voce: «Vergogna!». Moretti si è alzato e si è subito allontanato, quindi c’è stato un applauso polemico da parte di tutti i familiari seduti nei posti del pubblico. Una familiare, Daniela Rombi, ha detto ad alta voce in aula: «Io piango mia figlia. Dovete stare tutti zitti, è una vergogna. Lui è il capo, è stato condannato e ora non rinuncia alla prescrizione».

Il legale dell’ex ad: non capisco la reazione

«Incomprensibile la reazione dei familiari verso l’ingegner Moretti: è l’unico che ha rinunciato alla prescrizione in grado di appello per l’incendio colposo e per le lesioni personali. Oggi, accettando la prescrizione per l’omicidio colposo, prescrizione intervenuta nel frattempo, viene a trovarsi nella identica posizione degli altri imputati». È quanto commenta Ambra Giovene, avvocato difensore di Mauro Moretti, in relazione all’udienza in sede di rinvio dalla Cassazione del processo sull’incidente ferroviario di Viareggio, che si è aperto oggi presso la Corte di Appello di Firenze. «Capisco lo strazio dei familiari delle vittime: questi momenti ravvivano il dolore di ferite tuttora aperte. Spiace però che questo dolore abbia trovato sfogo in aula, appena la Corte si è ritirata, con offese verso l’ingegner Moretti e la ricerca di uno scontro diretto verso il suo difensore. Nulla può il richiamo a principi di diritto ed alla presunzione di innocenza di fronte al dolore ed alla volontà di individuare un capro espiatorio», conclude l’avvocato.

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