Economia dell’immigrazione

Stranieri, il virus spinge le rimesse: dall’Italia 7 miliardi a fine anno

Fondazione Moressa: i trasferimenti verso i Paesi d’origine valgono 3,6 miliardi nel primo semestre, +13% rispetto al 2020

di Valentina Melis

(Adobe Stock)

3' di lettura

Le rimesse degli stranieri residenti in Italia verso i Paesi d’origine sono aumentate nel 2020 e sono in crescita anche nel primo semestre 2021. I trasferimenti di denaro all’estero tramite istituti di pagamento o altri intermediari autorizzati valgono 3,63 miliardi nel primo semestre 2021, in crescita del 24,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 e in aumento costante dal 2017 in poi. E per fine anno avranno sfondato quota 7 miliardi.

Lo rivelano le elaborazioni della Fondazione Leone Moressa in base ai dati della Banca d’Italia, contenute nel Rapporto 2021 sull’economia dell’immigrazione, che sarà discusso il 23 novembre a Venezia in un convegno all’Università Iuav (15.30 – 17.30, aula Tafuri, Palazzo Badoer).

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I FLUSSI NEL MONDO...
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La crescita italiana

Nel 2020 dal nostro Paese sono partite rimesse per 6,77 miliardi, in aumento del 13% rispetto al 2019. Un dato, nell’anno pandemico, in controtendenza rispetto al trend internazionale: secondo le proiezioni della Banca Mondiale, il volume complessivo delle rimesse scenderebbe da 639 miliardi di euro del 2019 a 583 miliardi nel 2020 e a 542 miliardi nel 2021. Questo perché il virus ha comportato l’aumento di disoccupazione e inattività fra i gruppi più vulnerabili, tra i quali i migranti.

...E QUELLI DALL'ITALIA
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Anche in Italia, il Covid-19 ha fatto calare il numero dei lavoratori stranieri da oltre 2,5 milioni del 2019, a 2,34 milioni nel 2020 (si veda Il Sole 24 Ore dell’11 ottobre). Sono stati persi cioè quasi 160mila posti di lavoro, poco meno di 60mila di cittadini comunitari e 100mila di cittadini extracomunitari.

Nonostante questo, i risparmi confluiti verso i Paesi d’origine sono cresciuti. «Le rimesse degli immigrati evidenziano la dinamicità della popolazione straniera», spiega Chiara Tronchin, ricercatrice della Fondazione Leone Moressa. «Nonostante la pandemia abbia inciso negativamente sull’occupazione - continua - gli stranieri non hanno rinunciato a sostenere le famiglie nei Paesi d’origine: finora, ogni cittadino straniero ha inviato mediamente oltre 120 euro al mese.

In particolare, la media supera i 400 euro mensili per i cittadini del Bangladesh e i 300 mensili per Pakistan, Senegal e Filippine. Se si confermasse il trend delle rimesse registrato nel primo semestre 2021, a fine anno si potrebbe superare quota 7 miliardi, cosa che non accadeva dal 2012».

L’aumento delle rimesse secondo la Fondazione Moressa può avere diverse spiegazioni. «Innanzitutto - aggiunge Chiara Tronchin - la pandemia ha colpito anche i Paesi d’origine, per cui le famiglie in Patria possono aver avuto bisogno di un sostegno maggiore. In questo senso, è possibile che le famiglie straniere abbiano attinto ai propri risparmi per garantire un invio regolare. Inoltre - prosegue - sono stati limitati i viaggi in Patria, per cui l’invio di denaro è rimasto l’unica forma di sostegno possibile».

Con il virus, peraltro, sono sicuramente diminuiti anche i flussi di denaro contante che avvenivano attraverso i viaggi, senza passare attraverso i money transfer.

LE RIMESSE DALLE REGIONI
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Regioni e province

In generale i Paesi con la quota più consistente di rimesse nel primo semestre 2021 sono il Bangladesh (368 milioni), la Romania (288 milioni), le Filippine (284 milioni) e il Marocco (267 milioni). La geografia delle rimesse, ovvero l’analisi delle Regioni di provenienza dei risparmi, ricalca la maggiore presenza dei cittadini stranieri in alcune regioni.

Ai primi quattro posti ci sono infatti Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto, che sono anche le prime quattro Regioni per stranieri residenti. Dalla Lombardia sono partite nel 2020 rimesse per 1,53 miliardi di euro, dal Lazio 953 milioni, dall’Emilia Romagna 706 milioni e dal Veneto 587 milioni.

Su 6,7 miliardi di rimesse totali dall’Italia nel 2020, poi, ben 4 miliardi provengono da 20 Province. Dalla provincia di Roma, ad esempio, sono partiti 802 milioni, quasi il doppio delle rimesse partite dal’intero Piemonte. Dalla provincia di Milano sono partiti 740 milioni, da Napoli 307 milioni, da Brescia 204 milioni.

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