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Strategie anticrisi per la fascia alta del mercato

Segnali contrastanti: le gallerie apportano tagli e puntano sull'online, le case d'aste internazionali cercano nuovi format con maratone e Incrocio di categorie. Da Phillips trionfano gli emergenti, mentre Sotheby's punta sull'arte tribale

di Silvia Anna Barrilà

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Jean-Michel Basquiat, Victor 25448, 1987, stima 8-12 milioni di dollari, venduto per 9.250.000 dollari, Courtesy Phillips

Segnali contrastanti: le gallerie apportano tagli e puntano sull'online, le case d'aste internazionali cercano nuovi format con maratone e Incrocio di categorie. Da Phillips trionfano gli emergenti, mentre Sotheby's punta sull'arte tribale


6' di lettura

Neanche la fascia alta del mercato dell'arte sembra essere immune al Coronavirus. Gli effetti si fanno sentire anche sulle mega-gallerie come David Zwirner , che ha previsto una diminuzione delle vendite del 30% entro la fine dell'anno, per cui ha annunciato tagli al personale pari al 20% del totale (circa 40 posti di lavoro su sei sedi internazionali, a cui però continuerà a pagare l'assicurazione sanitaria fino alla fine dell'anno, secondo quanto riporta Artnews).

Segnali divergenti
Eppure, i messaggi che arrivano dal mondo dell'arte sono contrastanti. Le vendite non sembrano essersi fermate, soprattutto attraverso i canali online, per cui lo stesso David Zwirner prevede di chiudere l'anno in attivo (ad Art Basel Online Viewing Rooms ha venduto una scultura di Jeff Koons da 8 milioni di dollari) e sta investendo nel digital marketing a discapito dei settori più colpiti dalla crisi, come l'organizzazione di eventi e di fiere. Lo 0,1% ricco della popolazione mondiale, da cui dipende la fascia alta del mercato, non sembra aver perso il suo appetito e la sua capacità di acquisto, mentre a soffrire maggiormente sono le piccole gallerie e il mercato medio. Miart , per esempio, ha annunciato la cancellazione dell'edizione 2020, che da aprile era stata rimandata a settembre, trasformandola in evento digitale. Al contrario, Fiac ha comunicato ai Vip che l'edizione di ottobre, nonostante le preoccupazioni, si terrà dal 22 al 25 ottobre con due giorni di preview per evitare assembramenti.

Le strategie delle case d'asta
Per le case d'aste, che da tempo sfruttano il web per raggiungere una clientela globale, i risultanti appaiono interessanti. Le nuove strategie di vendita prevedono un mix di presenza fisica del battitore e partecipazione online degli acquirenti nel tentativo di ricreare la tensione della sala d'aste. Dopo l'esperimento di Sotheby's del 29 giugno, che – anche grazie alle garanzie – ha ottenuto un risultato totale di 363,2 milioni di dollari, con un trittico di Francis Bacon venduto a 84,6 milioni di dollari, anche Phillips ha testato il nuovo formato misto con successo, tanto che tutti e 25 i lotti offerti nell'asta serale di arte del XX secolo e contemporanea del 2 luglio hanno trovato un compratore (una cosiddetta asta dai guanti bianchi), per un totale di 41,1 milioni di dollari (51,3 milioni con l'asta diurna). Un risultato certamente inferiore ai 108 milioni di dollari dell'asta di novembre 2019, ma comunque soddisfacente per la casa d'aste e all'interno delle stime pre-asta (tra 29,4 e 41,6 milioni di dollari).

Emergenti ed artiste sugli scudi nelle aste da Phillips e Sotheby's

Emergenti ed artiste sugli scudi nelle aste da Phillips e Sotheby's

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Il contemporaneo da Phillips
“Abbiamo ottenuto risultati particolarmente positivi per artisti che hanno fatto il loro debutto sul mercato secondario” ha commentato Amanda Lo Iacono, Head of Evening Sale, Phillips New York, “come Matthew Wong e Otis Kwame Kye Quaicoe, nonché i nuovi record mondiali per Titus Kaphar, Christina Quarles e Ali Banisadr, dimostrando la domanda latente di opere di qualità. I risultati confermano che c'è un forte interesse per quegli artisti che hanno una base di collezionisti globale – ha aggiunto – e anche la forza delle nostre relazioni con i collezionisti e la loro fiducia negli specialisti di Phillips durante questo periodo senza precedenti”. La maggior parte degli acquirenti, infatti, era già cliente della casa d'aste. La tendenza che si staglia dai risultati va chiaramente in direzione della pittura figurativa, ma anche della riscoperta delle artiste (si vedano i risultati delle Espressioniste Astratte Joan Mitchell, 11 milioni di dollari per “Noel”, e Helen Frankenthaler, 3 milioni per “Head of the Meadow” da una stima di 600-800 mila dollari) e dell'affermazione della Black Art. Il record d'asta per l'americano Titus Kaphar da 187.500 dollari per “Untitled (red thread lady)” (stima 40-70 mila dollari) è arrivato poco dopo la copertina che l'artista ha realizzato per la rivista Time in occasione delle proteste per l'uccisione di George Floyd e l'ingresso nella scuderia di Gagosian . Ha moltiplicato le stime anche il ghanese Otis Kwame Kye Quaicoe, la cui opera “Shade of Black” è passata da 20-30 mila dollari di stima ad un risultato di 250 mila dollari. Del suo connazionale Amoako Boafo, già star del mercato, ma anche oggetto di speculazioni, è stato segnato il secondo prezzo più alto all'asta con “Joy in Purple”, venduto a 668 mila dollari (stima 70 mila dollari). Nella top ten dell'asta serale anche il canadese Matthew Wong, pittore autodidatta scomparso suicida lo scorso ottobre a 35 anni, che ha già fatto notizia nei giorni scorsi quando da Sotheby's è stato segnato il suo record per 1,8 milioni di dollari (22 volte la stima). Da Phillips l'opera “Mood Room” del 2018 è passata di mano per 848 mila dollari rispetto ad una stima di 60-80 mila. Sono state le opere di questi artisti emergenti a riscaldare la sala virtuale piuttosto che quelle dei grandi nomi come Basquiat, Condo, Ohlen, Banksy, nove delle quali erano coperte da garanzie da parte di terzi. Altre tre erano garantite internamente da Phillips, che però non ha rivelato quali sono effettivamente andate al garante.

Record anche per l'artista di Los Angeles Christina Quarles, classe 1985, che si interroga su temi identitari a partire dalla sua esperienza di artista queer nera e il suo lavoro “Placed” del 2017 ha realizzato 400 mila dollari rispetto alla stima di 70-100 mila, e l'artista di Tehran Ali Banisadr, classe 1976, che fonde il suo passato di rifugiato della guerra Iran-Iraq con la miniatura persiana. La sua opera “Motherboard” del 2013 è stata venduta per 572 mila dollari entro le stime.

L'arte tribale da Sotheby's
Interessante test anche quello di Sotheby's, che in un'asta di arte contemporanea ha inserito una scultura tribale: una testa di antenato proveniente dalle popolazioni Fang, gruppo etnico Betsi, battuta per 3,5 milioni di dollari. Infatti, pur essendo un segmento di nicchia, cresciuto in modo organico grazie agli studi accademici e alle mostre museali e lontano dalle speculazioni, il mercato dell'arte tribale negli ultimi anni sta attirando le attenzioni dei collezionisti d'arte contemporanea, che riconoscono nell'arte nera le origini delle avanguardie. Di conseguenza sono cresciuti i valori di alcuni pezzi iconici fino a nuovi record. La testa proveniva dalla collezione di Sidney e Bernice Clyman che ha totalizzato 16 milioni di dollari in quattro vendite, di cui una interamente dedicata all'arte classica africana, che ha aggiudicato per 4,6 milioni di dollari. La coppia, infatti, ha iniziato a collezionare arte africana negli anni ’70, quando questo mercato si è affermato in America. In più di 50 anni i due hanno messo insieme un gruppo di sculture di qualità museale accostandole all'arte astratta. All'asta, infatti, sono stati venduti anche “Untitled (Virginia Landscape)” di Arshile Gorky per 956 mila dollari (stima 600.000-1 milione di dollari) e “Seated Man (Clown)” di Willem de Kooning per 2,4 milioni di dollari (stima 1-2 milioni di dollari).

Il cross-category
Incrociare le categorie è un'altra delle strategie più battute dalle case d'aste in questo momento. Sotheby's ha scelto il significativo titolo “Rembrandt to Richter” per la sua asta del 28 luglio a Londra, in cui offrirà uno degli ultimi autoritratti di Rembrandt rimasti in mano privata, con una stima di 12-16 milioni di sterline, accanto al dipinto “Wolken (Fenster)” di Gerhard Richter, con una stima di 9-12 milioni di sterline, un'opera di quattro metri di lunghezza che si rifà a secoli di eredità artistica, dagli affreschi celesti del Rinascimento agli studi sulle nuvole di Constable e Turner ai paesaggi sublimi romantici di Caspar David Friedrich. Inoltre, ci saranno opere riscoperte di Rubens e Frans Hals e opera di Léger e Picasso: 500 anni di storia dell'arte ora in live streaming da Londra con offerte online e al telefono.
L'appuntamento imminente, invece, è con l'asta di Christie's il 10 luglio: con il perentorio titolo “One”, l'asta si svolgerà live nei quattro centri del mercato dell'arte globale, New York, Londra, Parigi e Hong Kong. Un evento unico in tempo reale attraverso i fusi orari, una maratona guidata dai principali banditori della casa d'aste che aspira a ricreare online l'eccitazione delle aste serali con opere di Picasso, Lichtenstein e Zao Wou-Ki.


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