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Stretta sul contante, dal 1° gennaio tetto a 1.000 euro

Con l’anno nuovo si tornerà al livello fissato nel lontano 2011 dal decreto Salva Italia e poi cambiato a partire dal 2016

di Andrea Carli

Boom dei pagamenti cashless in Italia, superano il contante

3' di lettura

È in arrivo una stretta sui pagamenti in contante. Dal 1° gennaio infatti il tetto scenderà dagli attuali 2mila a mille euro. I nuovi paletti per i pagamenti cash sono stati previsti dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 (decreto legge 124/2019, approvato dal governo Conte-bis).

Il provvedimento ha fissato un décalage a 2 tappe. La prima, scattata il 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ha registrato una riduzione della soglia da 3mila a 2mila euro. La seconda, che scatterà appunto con l’arrivo del 2022, determinerà un ulteriore abbassamento del tetto, da 2mila a mille euro. Con l’anno nuovo dunque si tornerà al livello fissato nel lontano 2011 dal decreto Salva Italia e poi cambiato dal 2016.Sarà la nona modifica in 20 anni, la quinta negli ultimi 10. Chi non rispetta la regola può incorrere in una sanzione amministrativa pecuniaria da 3mila a 50mila euro. L’ammontare è quintuplicato in caso di violazioni che fanno riferimento a più di 250mila euro.

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Il collegato fiscale alla manovra 2022 (decreto legge 146 del 2021) ha sottratto dall’applicazione della nuova soglia a mille euro le attività dei cambiavalute iscritti nel registro tenuto dall'Autorità prevista dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Il risultato è che in questo caso torna a essere applicata la soglia di 3mila euro prevista da un provvedimento del 2007 (decreto legislativo 231),

La partita politica

Il pressing per cambiare ancora una volta la soglia portato avanti da Fratelli d’Italia in Parlamento durante l’esame della legge di Bilancio ha trovato il muro del governo e Lega e Forza Italia, da sempre a favore di un regime più soft, non hanno potuto fare asse con il partito di Giorgia Meloni per garantire gli equilibri della maggioranza. In uno degli ultimi colloqui Salvini e Berlusconi hanno rinnovato l’impegno ad alzare il limite di spesa.

Sanzioni per chi non accetta pagamento con Pos

L’abbassamento del tetto per il contante è una misura che punta a rafforzare la lotta al nero e la strategia cashless: una strada alla quale guarda la stretta approvata durante l’esame parlamentare del decreto legge Recovery e che prevede che dal 1° gennaio 2023 negozianti e professionisti siano tenuti a accettare il bancomat o le carte di credito come forme di pagamento, di qualsiasi importo si tratti.
Chi dovesse rifiutarsi incapperà in una multa: si partirà da 30 euro, somma a cui si aggiungerà una percentuale in base al valore del prodotto o del servizio acquistato. Il decreto Recovery è stato approvato in via definitiva dal Senato giovedì 23 dicembre.

Già un provvedimento del 2012 (Decreto legge 179) aveva introdotto a decorrere dal 30 giugno 2014 l'obbligo, per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi anche professionali, di accettare pagamenti effettuati con carte di debito . Successivamente, la legge 208 del 2015 (legge di Stabilità per il 2016) ha esteso l’obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare pagamenti anche mediante carte di credito, oltre che di debito, tranne nei casi di oggettiva impossibilità tecnica.

Manovra, partita sostanzialmente chiusa

Margini per ulteriori modifiche prima dell’arrivo del nuovo anno non ce ne sono più: la manovra infatti deve ancora essere esaminata dalla Camera dei deputati ma il testo arriva a Montecitorio blindato. Unica soluzione che consente di evitare l’esercizio provvisorio.

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