DDL ALLA CAMERA

Stretta contro i bulli: rischiano affidamento ai servizi sociali o collocamento in comunità

La proposta arriverà in Aula lunedì 18 novembre. Tra le misure contemplate anche un servizio di assistenza delle vittime accessibile tramite il numero pubblico di emergenza infanzia 114. Il numero è gratuito, attivo 24 ore su 24

di An.C.


Cyberbullismo: la scuola in prima linea contro i violenti online

3' di lettura

Il ragazzo che compie atti di bullismo e non modifica i propri comportamenti dopo un percorso di rieducazione, potrebbe - ma la soluzione scatta nelle situazioni più gravi - essere allontanato dalla famiglia dal Tribunale dei minori e affidato o ai servizi sociali o collocato in una comunità. Lo prevede il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del bullismo, che ha ottenuto il via libera della Commissione giustizia della Camera (siamo alla prima lettura). La proposta arriverà in Aula lunedì 18 novembre. Tra le misure contemplate anche un servizio di assistenza delle vittime accessibile tramite il numero pubblico di emergenza infanzia 114. Il numero è gratuito, attivo 24 ore su 24.

La decisione spetta al dirigente scolastico
In base alla proposta che ha ottenuto il via libera della Commissione, il dirigente scolastico che viene a conoscenza di qualsiasi tipo di atti di bullismo e cyberbullismo realizzati anche in forma non telematica, che coinvolgono a qualsiasi titolo studenti iscritti all’istituto scolastico che dirige, valuta se coinvolgere i rappresentanti dei servizi sociali e sanitari al fine di predisporre percorsi personalizzati per l’assistenza delle vittime e per l’accompagnamento rieducativo degli autori degli atti.

Le modifiche alla norma che istituisce il tribunale per i minori
La proposta di legge modifica la legge sull’istituzione e sul funzionamento del tribunale per i minorenni. Si tratta del Regio decreto legge 1404/34. Rispetto alle regole oggi in vigore, stando alle quali il Tribunale per i minorenni può ordinare misure specifiche (affidamento ai servizi sociali o collocamento in una struttura), il Ddl prevede che la possibilità dello stesso Tribunale di disporre, in via preliminare, lo svolgimentodi un progetto di intervento educativo sotto la direzione e il controllo dei servizi sociali minorili.

Strumenti per docenti e studenti per monitorare il fenomeno
Per valutare e monitorare la percezione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo,il ministero dell’Istruzione, attraverso proprie piattaforme nazionali di formazione e monitoraggio, mette a disposizione delle scuole strumenti di valutazione e questionari da somministrare a docenti e studenti.

Bullismo come stalking
Il testo approvato prevede una parte penale per i maggiorenniche accomuna il bullismo allo stalking (articolo 612 bis del
codice penale). Molto più articolata la parte preventiva ed rieducativa, nel caso in cui il bullo sia un minore, e infatti si interviene sul processo penale minorile. La proposta prevede che qualsiasi soggetto, nella scuola e fuori da essa, possa segnalare i casi di bullismo al Procuratore, il quale gira al Tribunale dei minori la segnalazione. Il Tribunale apre quindi un procedimento in cui stabilisce «gli obiettivi» di un percorso di rieducazione del “bullo”, mentre i dettagli dei “progetto” rieducativo vengono definiti dai servizi sociali insieme alla famiglia del ragazzo (o ragazza).

Tra le ipotesi l’affidamento ai servizi sociali
Concluso il “progetto”, e «comunque con scadenza annuale», il servizio sociale «trasmette al Tribunale per i minorenni una relazione che illustra il percorso e gli esiti dell’intervento. Il Tribunale per i minorenni, valutate le risultanze attestate nella relazione e sentito il minorenne e i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale, con decreto motivato, può in via alternativa» dichiarare concluso il percorso rieducativo; proseguire il percorso e il progetto; disporre l’affidamento del minorenne ai servizi sociali; oppure «disporre il collocamento del minorenne in una comunità, qualora gli interventi previsti dai numeri precedenti appaiano inadeguati».

Contro la dispersione scolastica
In Commissione hanno votato a favore i deputati della
maggioranza mentre quelli del centrodestra hanno votato contro. La legge modifica anche le sanzioni pecuniaria per i genitori che non mandano i figli a scuola. L’obiettivo è contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Finora essa riguardava solo le famiglie che non facevano frequentare ai figli le elementari, mentre la legge lo estende per i casi in cui i genitori non fanno frequentare ai figli tutte le scuole obbligatorie.

Per approfondire:
Bullismo, concorso di colpa per la reazione violenta della vittima
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