divieto su tutte le competizioni mondiali

Stretta sulle scommesse, stop a chi gioca sulle gare degli under 18

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Stop alle scommesse sulle competizioni sportive riservate agli under 18. In Italia non si potrà più fare puntate relative ad amichevoli, campionati e competizioni di ogni sport riservate ai minori, svolte in ogni parte del mondo. Il limite entra in vigore a partire da domani, primo giugno, come stabilito da una determinazione del 16 aprile a firma del direttore dell’Agenzia dogane e dei monopoli Benedetto Mineo, in attuazione al divieto previsto dalla Convenzione di Macoli del Consiglio d’Europa, dedicato alla manipolazione di competizioni sportive.

Ai concessionari dato il tempo per eliminare queste scommesse
La legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio e l’Agenzia ha ritenuto di bruciare i tempi, avvalendosi della facoltà concessa di disporre il divieto di accettazione delle scommesse sulle competizioni sportive in via amministrativa dei minorenni. Ha quindi adottato la determina già pochi giorni dopo l’approvazione in via definitiva della Camera dei Deputati, assicurando ai concessionari il tempo materiale strettamente necessario a eliminare dal proprio palinsesto questa tipologia di scommesse.

Stop a scommesse in tutto il mondo
Si parla di migliaia di eventi sportivi under 18 in tutto il mondo. Competizioni sulle quali dall’Italia non si potrà più scommettere. Si tratta di campionati di calcio dalla Spagna al Giappone, dall’Inghilterra all’India; mondiali e campionati europei, americani, asiatici e africani di Basket, oltre a quelli di singole nazioni, dalla Polonia alle Filippine, passando per l’Italia; ma anche campionati mondiali e continentali, e singole gare, anche amichevoli, di Pallavolo, Hockey su ghiaccio e prato, Pallanuoto, Rugby, Nuoto, Pallamano, Baseball, Beach volley e Beach soccer, Calcio a 5 e Tennis tavolo.

Arginare il rischio manipolazione delle competizioni
Obiettivo dell’Agenzia è di arginare il rischio che queste competizioni possano essere manipolate. Si tratta del fenomeno del match-fixing particolarmente diffuso nel mondo dello sport giovanile, essendo lontano dalla grande ribalta. Il timore è che forme di corruzione possano essere seducenti per gli organizzatori di questi eventi. Inoltre risulta esserci anche una questione di ordine etico, per gli enormi flussi di denaro e interessi che si muovono alle spalle di ragazzi e ragazze in tutto il mondo.

Flussi di denaro anomali sulle partite di Basket minorile
Un allarme in questo senso era arrivato a febbraio scorso dai campionati giovanili di Basket, su cui erano registrati flussi di gioco importanti, tanto da indurre il presidente Fip Gianni Petrucci a chiedere l’intervento tempestivo del governo. La possibilità di accogliere scommesse sulle competizioni giovanili era un evidente vuoto nel sistema, che la legge di ratifica della Convenzione fatta a Magglingen e il tempestivo intervento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli vanno ora a coprire.

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