ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa guerra sui farmaci

Stretta della Ue sull’export di vaccini: sale la tensione con la Gran Bretagna

Le società saranno anche chiamate a rendere pubbliche le consegne effettuate negli ultimi tre mesi. La scelta, che giunge dopo la riduzione delle consegne da parte della società AstraZeneca, rischia di esacerbare ulteriormente le tensioni con il Regno Unito

di Beda Romano

Coronavirus, caos vaccini: tempesta europea su AstraZeneca

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Con un provvedimento clamoroso, la Commissione europea ha annunciato venerdì 29 gennaio nuovi e rigidi controlli all'export di vaccini anti Covid-19 verso Paesi terzi, inclusa la Gran Bretagna. La scelta, che giunge dopo la riduzione delle consegne da parte della società AstraZeneca, rischia di esacerbare le già gravi tensioni con il Regno Unito. Nel frattempo, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dato il suo benestare al siero prodotto dalla stessa azienda anglo-svedese.

Dombrovskis: non è bando all’export

Presentando l'atto d'esecuzione, che entra in vigore sabato 30 gennaio, il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha spiegato che il provvedimento deve servire a «imporre trasparenza nella compravendita di vaccini». Il meccanismo riguarderà solo i sieri anti Covid-19 e per un periodo limitato: fino alla fine di marzo. Le società produttrici saranno anche chiamate a rendere pubbliche le consegne effettuate negli ultimi tre mesi.La scelta finale se autorizzare o meno l'export verrà presa dal governo coinvolto, sulla base di una opinione vincolante della Commissione europea. Come detto, molti Paesi terzi sono esentati da questo provvedimento (in tutto un centinaio), inclusi gli stati membri dell'Efta (l'Associazione europea di libero scambio che comprende la Svizzera, l'Islanda, la Norvegia e il Liechtenstein).

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Oltre cento Stati esentati dal provvedimento, ma non Uk

Escluso dalla lista dei Paesi esentati dall'atto di esecuzione è il Regno Unito.Il provvedimento giunge dopo che AstraZeneca ha annunciato clamorosi tagli alle consegne previste nei Ventisette, e mentre molti qui a Bruxelles sospettano che vaccini prodotti in Europa siano stati trasferiti nel Regno Unito. Il vicepresidente Dombrovskis ha assicurato che il provvedimento di notifica nelle esportazioni di sieri anti Covid-19 non prende di mira la Gran Bretagna. Nei fatti, tuttavia, la carenza di sieri sta contribuendo a nefaste tensioni nazionali.Spiegava ieri un esponente comunitario in un punto-stampa: «Il Regno Unito non appartiene ad alcuna delle categorie prese in conto in questo caso: non vi sono considerazioni umanitarie e il paese non è legato all'Unione europea quanto i Paesi dell'Efta».

Il nodo Irlanda del Nord

Brexit ha lasciato il segno. Il provvedimento comunitario riflette il crescente desiderio dell'Unione di difendere i propri interessi in campo internazionale, perseguendo la propria «autonomia strategica».In un primo momento Bruxelles aveva dato l'impressione di voler applicare una clausola del Protocollo firmato tra Londra e Bruxelles, imponendo controlli anche alla frontiera tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda dove il passaggio di merci è rimasto libero dopo Brexit. In un comunicato nella notte, dinanzi alle vive reazioni nell'Ulster, l'esecutivo comunitario ha precisato: “Nel processo di finalizzazione di questa misura, la Commissione farà in modo che (le salvaguardie, ndr) nel protocollo Irlanda/Irlanda del Nord non vengano utilizzate (…) Se si dovesse abusare del transito di vaccini e sostanze attive verso paesi terzi per aggirare gli effetti del sistema di autorizzazione, l'Unione prenderà in considerazione l'utilizzo di tutti gli strumenti a sua disposizione”.

Tensioni Ue-Uk

Come detto, molti a Bruxelles temono che la società anglo-svedese abbia favorito il governo britannico, e penalizzato i suoi clienti comunitari. In questo senso, la commissaria alla Salute Stella Kyriakides ha spiegato che il provvedimento deciso dalla Commissione deve servire «a garantire trasparenza sulle compravendite di sieri»; «assicurare vaccini ai cittadini comunitari»; e «proteggere gli investimenti» che Bruxelles ha effettuato nelle stesse case farmaceutiche.

La pubblicazione sempre venerdì 29 gennaio del contratto firmato dalla Commissione europea con la società anglo-svedese non chiarisce pienamente se l'azienda sia in difetto dopo aver annunciato drastici tagli alle consegne per via di un calo della produzione in alcuni stabilimenti. Le parti dissentono su cosa significhi fare «i migliori sforzi» per rispettare il contratto. Ciò detto, in ultima analisi, la pandemia virale sta provocando nuove forme di protezionismo nazionale dalle conseguenze imprevedibili.Sempre ieri, intanto, l'Ema ha dato il suo benestare all'uso del vaccino di AstraZeneca nell'Unione europea per i diciottenni in su.

Secondo l'agenzia comunitaria, il siero può essere inoculato anche alle persone con più di 55 anni, malgrado vi siano perduranti dubbi sulla sua efficacia. La società anglo-svedese ha subito promesso una distribuzione della medicina «ampia ed equa». Le autorità ungheresi, nel frattempo, intendono acquistare sieri anti Covid-19 non solo russi, ma anche cinesi.


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