paura nell’isola

Stromboli: due forti esplosioni sul cratere Nord del vulcano

Ingv ha registrato la forte intensità, caratterizzata da lancio di lapilli incandescenti, della cosiddetta attività stromboliana

Stromboli, l'eruzione vista dall'elicottero dell'Aeronautica

Ingv ha registrato la forte intensità, caratterizzata da lancio di lapilli incandescenti, della cosiddetta attività stromboliana


1' di lettura

Paura a Stromboli. Due forti esplosioni, avvertite distintamente dalla popolazione, all'alba sul vulcano Stromboli, cratere Nord. Lo ha reso noto l'Ingv, che ha registrato la forte intensità, caratterizzata da lancio di lapilli incandescenti, della cosiddetta attività stromboliana. Erano da poco passate le tre quando il vulcano ha svegliato l’isola, ai primi chiarori dell’alba. Poi il fenomeno si è ripetuto alle 6,23 con una esplosione di forte intensità

Le telecamere di sorveglianza hanno osservato il fenomeno

Il comunicato dell’Ingv segnala che alle ore 3 è stata osservata «attraverso le telecamere di sorveglianza una esplosione di maggiore intensità». Il materiale piroplastico è finito su tutta la terrazza craterica e lungo la Sciara del fuoco, senza causare danni. Dal punto di vista sismico il fenomeno è stato caratterizzato da una breve sequenza di eventi esplosivi e da un incremento dell'ampiezza del tremore fino alle ore 3,10.

Lo scorso anno la morte di un giovane escursionista

Il vulcano è osservato speciale dopo che lo scorso anno, il 3 luglio, due eruzioni provocarono la morte di un escursionista, Massimo Imbesi di 35 anni, sorpreso dall’eruzione mentre con un amico saliva sul vulcano dal versante di Ginostra. Allora la lava arrivò a poche centinaia di metri dall’abitato della piccola frazione. Da allora le escursioni sono sospese e il vulcano è sotto la lente di Ingv. Attualmente è solo possibile salire senza superare i 300 metri e solo accompagnati da guide.

Lo Stromboli è uno dei vulcani più attivi del mondo

Stromboli è considerato uno dei vulcani più attivi al mondo, spiegano all’Osservatorio vesuviano dell’Ingv, ed è caratterizzato da una persistente attività esplosiva, interrotta solo occasionalmente da una attività più intensa, accompagnata da flussi di lava.

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