La protesta

Studenti in piazza a Roma e in altre città: «Vogliamo un altro esame di maturità»

L’iniziativa contro l’alternanza scuola-lavoro e soprattutto contro la decisione di far riprendere gli esami scritti

Roma: studenti in piazza contro la "repressione" e gli esami di maturità

3' di lettura

Studenti in piazza a Roma e in altre città per dire no agli scritti all’esame di maturità, considerati «una decisione folle» per chi «ha vissuto la disastrosa gestione della pandemia sulla propria pelle» e per chiedere l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, dopo la morte del 18enne Lorenzo Parelli durante uno stage aziendale.

«Siamo 100mila in 40 piazze da Nord a Sud»

Sono stati 100 mila gli studenti in oltre 40 piazze in tutta Italia a mobilitarsi secondo la Rete degli Studenti Medi. Un corteo di 5mila studenti è arrivato, a Roma, sotto al Ministero, mentre altri cortei e presidi si sono svolti a Milano, Genova, Venezia, Palermo, Firenze, Bari, Perugia e molte altre città nel Paese. Secondo gli studenti, ad essere attraversate da cortei, presidi e flashmob sono state 18 regioni e una cinquantina di città. Gli studenti e le studentesse chiedono una inversione di marcia da parte del Ministero sulla proposta di Esame di Stato di quest’anno. Niente seconda prova scritta, colloquio orale basato sulla tesina prodotta dal candidato, più spazio al percorso degli studenti e delle studentesse. Accusano il Ministero, poi, di decidere senza sentire gli studenti. «Abbiamo organizzato una mobilitazione ampia - spiega Tommaso Biancuzzi della Rete degli Studenti Medi - La risposta degli studenti e delle studentesse, non solo di quinto anno, è stata immediata. Abbiamo messo insieme decine di piazze in quattro giorni perché c’è rabbia e ansia verso questa formula di Esame. Non è la strategia giusta, il Ministero ci convochi per ascoltarci e definire insieme delle modalità di Maturità più adatte al momento. Bianchi ascolti la voce dei 200mila studenti scesi oggi nelle piazze».

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Qualche momento di disordine nei diversi cortei. A Roma la protesta è capitanata dagli esponenti del movimento La Lupa e dalla rete degli studenti medi, con cori rivolti contro il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, lancio di fumogeni, cartelli anche contro il presidente del consiglio Mario Draghi e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese accusati di «sfruttamento e repressione» davanti al ministero dell’Istruzione in viale Trastevere.
A Firenze agli studenti in piazza si è unita anche la Fiom. A Bologna uno striscione di Osa recita: “Contro la maturità, alternanza e repressione, Bianchi dimissione con Lorenzo nel cuore”, per ricordare il giovane morto in fabbrica a Udine nel suo ultimo giorno di stage. Anche nel capoluogo emiliano lancio di fumogeni al grido di “Alziamo la voce e manifestiamo tutta la nostra rabbia contro questo governo e questo modello di istruzione”.

A Torino, uova e slogan contro Ufficio scolastico

Dopo l'Unione Industriali, il corteo di studenti scesi in piazza a Torino per ricordare il 18enne morto mentre svolgeva uno stage scuola lavoro in una fabbrica metalmeccanica in provincia di Udine ha raggiunto la sede dell'Ufficio scolastico regionale dove, dopo aver rivolto accuse contro il governo, la nuova maturità e i rappresentanti dell’Usr, hanno lanciato qualche uova. Gli studenti, che dovrebbero raggiungere il campus Einaudi, sono quindi ripartiti accendendo alcuni fumogeni davanti alla stazione di Torino Porta Nuova. «Siamo qui davanti a quelli che dovrebbero rappresentarci e che si rifiutano di ascoltarci, che non tengono In considerazione le nostre richieste e vogliono far pagare a noi cose di cui non abbiamo colpa - hanno detto al microfono i giovani sotto l'Urs - oggi ci facciamo sentire e lo faremo nelle prossime settimane in ogni scuola, abbiamo proclamato lo stato di mobilitazione permanente finché non vinceremo. Non possiamo arrenderci adesso, siamo in tanti e domani saremo ancora di più perché abbiamo la ragione dalla nostra parte». «E dal 2018 che riformano la maturità e non sanno prendere una decisione - hanno concluso - in questi due anni ci hanno abbandonato e oggi siamo stufi di essere dimenticati, di essere lasciati in un angolo, vogliamo crescere, imparare e studiare quello che ci serve».

Sindacati polizia, studenti prendano distanze da delinquenti

«È importante far comprendere ai giovani che non si devono far strumentalizzare da nessuno. Gli va fatto comprendere che se nelle loro manifestazioni si infiltrano antagonisti o professionisti del disordine devono avere la capacità di isolarli e non cadere nel loro tranello». Così Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP, il sindacato autonomo di polizia. «Chi lancia pietre, bottiglie, vernice e quant'altro è un delinquente. Solo prendendo le distanze da questi soggetti si dimostra la forza delle proprie idee».

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