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Studi legali, ecco la top 20 dei fatturati. In vetta i big della consulenza

di Valentina Maglione


Al via Dichiarazioni24, il percorso di informazione per i professionisti del Fisco

3' di lettura

Le grandi società di consulenza e revisione confermano il loro ruolo di primo piano nel mercato dei servizi legali d’affari. E gli studi più dinamici si rivelano essere quasi tutti di matrice internazionale. Lo registrano le stime di Legal community sul fatturato prodotto nel 2018 dai primi 50 studi legali d’affari in Italia: un mercato che vale 2,38 miliardi di euro, in crescita del 6,4% rispetto al 2017.

Le grandi società
Secondo l’indagine, le «Big 4» (Pwc, EY, Deloitte e Kpmg) occupano il 18,8% del mercato (in linea con il 18,6% del 2017), vale a dire la fetta più consistente dopo quella del 30,8% detenuta dai grandi studi italiani (contro il 31,3% del 2017). In base ai dati elaborati da Legal community, BonelliErede si conferma anche nel 2018 lo studio con il fatturato più elevato, con 166 milioni di euro, seguito da Gianni Origoni Grippo Cappelli, con 145 milioni, e da Pwc Tls, con 140,3 milioni. «La performance di Pwc Tls è particolarmente significativa - dice Nicola Di Molfetta, direttore di Legal community - perché fotografa il dinamismo delle strutture collegate al mondo dei servizi di consulenza che stanno tornando a giocare un ruolo di primissimo piano nel mercato dei servizi legali». Tanto che, continua, «dei sette studi che nel 2018 hanno registrato ricavi superiori ai 100 milioni, tre sono rappresentanti delle Big 4».

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Pwc Tls, in particolare, ha messo a segno una crescita di fatturato dell’11,97% rispetto al 2017. «Tutte le business unit stanno crescendo - spiega Fabrizio Acerbis, managing partner di Pwc Tls - a partire da quelle tradizionali: soprattutto l’assistenza nelle operazioni straordinarie, anche originate per nostro tramite, e le attività di gestione delle fasi di precontenzioso. Iniziamo anche a vedere i primi risultati importanti dalla consulenza nella digitalizzazione dei processi, su cui investiamo dal 2011, e che oggi è spinta anche dalla digitalizzazione della Pa». Un esempio recente è quello della fatturazione elettronica: «Non si tratta semplicemente di un’evoluzione tecnologica - afferma Acerbis - ma di una nuova modalità di relazione tra privato e pubblico, che include le autorità preposte ai controlli di conformità».

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Sulle prospettive per il futuro, Acerbis è ottimista sulla tenuta dei servizi in Italia e su quelli legati all’internazionalizzazione delle nostre imprese. Questi, insieme ai servizi alle famiglie imprenditoriali, sono in costante sviluppo. Interessati da possibile contrazione, ragiona Acerbis, potrebbero essere gli investimenti dall’estero, a meno che non si sciolgano i nodi politici che influenzano l’attrattività del Paese.

Le realtà più dinamiche
Sul fronte degli studi che sono cresciuti di più nel corso del 2018 in termini di fatturato, guida la classifica Dentons, che ha segnato un +39,52% rispetto al 2017. Una percentuale che segna comunque il percorso verso la stabilizzazione dello studio rispetto allo scorso anno, quando l’indagine di Legal community aveva registrato un fatturato 2017 quasi raddoppiato (+94,39%) rispetto al 2016. «Partendo dal basso è più facile crescere», si schermisce il managing partner Federico Sutti, che ha guidato lo sbarco della law firm Dentons in Italia nel 2015, creando da zero uno studio che oggi conta 123 professionisti. «Con gli ingressi di quest’anno - dice Sutti - abbiamo coperto tutti i settori e lavoriamo a regime. Per la verità vorremmo ancora rafforzarci in alcuni ambiti, come il contenzioso amministrativo nella sede di Roma e il fallimentare puro, tradizionalmente appannaggio delle boutique e in cui i grandi studi faticano a entrare. Ma aspettiamo l’occasione giusta per espanderci. Nei prossimi tre anni il focus principale sarà sul consolidamento del gruppo di lavoro messo insieme finora. Quanto ai settori, puntiamo a far crescere il corporate dal 25% al 40% del fatturato».

Dopo Dentons, gli studi che nel 2018 sono cresciuti di più sono quasi tutti stranieri: tra i primi cinque ci sono Latham & Watkins, che ha aumentato i ricavi del 25%, e poi Bird & Bird e Simmons & Simmons, entrambi +20 per cento. L’unico italiano, al terzo posto, è Gitti & Partners, cresciuto del 24% rispetto al 2017.

IL GIRO D'AFFARI
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