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Studi sempre più «contaminati», entrano psicologi ed esperti Esg

I consulenti esterni con competenze extragiuridiche non bastano più: ora si assumono altri professionisti per affiancare gli avvocati su M&A, passaggi generazionali o piani di sostenibilità

di Massimiliano Carbonaro

Il mix. Accanto agli avvocati anche ingegneri, biologi ed esperti di sostenibilità. (Adobe Stock)

3' di lettura

Fornire ai clienti consulenze sempre più specializzate, colmare il gap tecnico che in molti casi ci può essere tra studio legale e azienda, ma anche arrivare a parlare un linguaggio comune con il cliente: spesso le competenze esclusivamente legali non sono più sufficienti, così nelle law firm si moltiplicano gli ingressi di professionalità tecniche che affiancano i legali.

Non più come consulenti esterni, chiamati a progetto, ma totalmente organici alla struttura dello studio.

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La spinta verso la sostenibilità

È in atto da qualche tempo un processo di contaminazione per cui gli studi si rafforzano puntando su nuovi professionisti non appartenenti solo alla categoria degli avvocati. I casi sono tanti e i settori i più disparati per un fenomeno in crescita. Ad esempio, sull’onda della manifesta importanza dei criteri Esg (environmental, social, governance) per le aziende, La Scala Società tra avvocati ha deciso di rafforzare la collaborazione con l’esploratore e divulgatore ambientale Alex Bellini. In concomitanza con questo passo lo studio ha dato vita, nei mesi scorsi, ad una practice dedicata a questo ambito per fornire servizi di consulenza integrati con Bellini che si occuperà di formazione e informazione aziendale presso i clienti, così da diffondere best practice e creare la giusta accoglienza al modello Esg adottato dall’azienda.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è mosso lo studio di Torino BGR Tax & Legal che, nel costruire un’area dedicata a queste tematiche, ha preso al suo interno Giuseppe Cais, un ingegnere con esperienza come manager e un master in questi temi. «Lo studio – spiega Cais – propone alle aziende un accompagnamento alla sostenibilità con un’attività multidisciplinare. Serve una figura di sintesi in questo ambito capace di mettere insieme le varie competenze e non solo gli elementi giuridici».

Le esigenze del food

Un percorso simile è quello compiuto da LegisLab che, nel potenziare una practice specializzata in legal food, ha affiancato al team di avvocati due esperti tecnologi alimentari. «Abbiamo l’interesse – commenta l’avvocato Alberto Porzio founding partner di LegisLab – ad essere sul mercato su industry molto settoriali. Sono così necessarie, oltre alle competenze legali, anche conoscenze alternative e tecniche. I due tecnologi alimentari che abbiamo assunto sono integrati nel team legal. Secondo me avremo sempre più necessità, a prescindere dai singoli settori, di professionalità nuove, anche per motivi di sviluppo dello studio».

L’apporto degli psicologi

Il processo di commistione interna agli studi non riguarda solo le professionalità tecnico-scientifiche. A volte si coinvolgono anche figure apparentemente lontane dall’attività legale. È il caso di Nexta, una Sta che nella sua attività ha una forte practice dedicata al family business. Il presidente di Nexta, Giulio Cerioli, spiega che il loro approccio è sempre stato multidisciplinare, ma nel seguire un suggerimento emerso casualmente, durante un convegno, hanno introdotto al loro interno una psicologa del lavoro. «Siamo nati con l’esigenza di essere multidisciplinari – commenta Cerioli – rivolgendoci ad un target di aziende dalla forte connotazione familiare. La psicologa del lavoro si è rivelata utile da subito con le imprese che attraversano momenti generazionali e di riorganizzazione che rappresentano situazioni difficili in cui bisogna considerare il fattore umano».

Analogamente lo studio legale d’affari Bacciardi ha introdotto professionalità coerenti con la tipologia di clienti seguiti, con l’obiettivo di anticipare le richieste del mercato. Così nell’ambito della finanza straordinaria hanno integrato un M&A advisor, un consulente aziendale che fa lo scouting di un’operazione portando avanti gli aspetti economico-finanziari e commerciali. Mentre in area Tax poiché lo studio assiste aziende specializzate nel movimento merci all’avvocato tributarista si è aggiunto un custom broker, una figura tecnica (non legale) esperta sia della parte procedurale sia di quella amministrativa perché anche questo comparto richiede comunque grande multidisciplinarietà. Ma soprattutto sul fronte del family business è arrivata un’esperta dal mondo delle risorse umane. «I nostri clienti – spiega Lorenzo Bacciardi, managing partner dello studio – affrontano il passaggio generazionale in vari modi e una professionalità come questa è di aiuto quando i clienti vogliono fare un percorso di empowerment di risorse manageriali o generazionali. Così studiamo percorsi di crescita delle leve più giovani che poi proseguono con le esigenze fiscali o legali».

L’opinione, condivisa da chi ha avviato questi percorsi di “contaminazione” è che questa logica che porta all’integrazione di diverse professionalità che si trovano a lavorare a stretto contatto, persino fisico con gli uffici o le scrivanie vicine a quelle dei legali, interesserà sempre di più gli studi strutturati perché a chiederlo è il mercato stesso.

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