Dichiarazioni

Studi di settore, Gerico alza l’asticella

di Mario Cerofolini e Gian Paolo Ranocchi

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Via libera a Gerico 2017 . È disponibile da ieri sul sito delle Entrate nella sezione dedicata agli studi di settore il software per la compilazione dei modelli relativi al periodo d’imposta 2016. Online anche il software Parametri 2016 per i contribuenti per cui non risultano approvati gli studi di settore e che devono allegare ad Redditi 2017 il modello PI. La pubblicazione di Gerico 2017 avviene con circa una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno quando fu messo on line il 12 aprile.

È questo con tutta probabilità l’ultimo anno che vedrà un’applicazione generalizzate degli studi in attesa di comprendere come funzioneranno nel dettaglio i nuovi indicatori sintetici di affidabilità (Isa) destinati a sostituire gli studi di settore e che forniranno una sorta di “pagella fiscale” del contribuente. Con il nuovo corso, infatti, non saranno più i ricavi/compensi gli elementi principali ad essere stimati con riferimento alla singola annualità, ma si opererà un’ analisi più completa sulla posizione del contribuente.

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La versione odierna

Come avvenuto lo scorso anno Gerico 2017 è già in versione definitiva. Questo pur in assenza dell’ufficialità sulla sorte dei correttivi anticrisi che, come preannunciato da un comunicato stampa delle Entrate, hanno ricevuto l’ok dalla Commissione degli esperti nella riunione di ieri. Gli stessi sono stati determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2016 e sono riconducibili a cinque categorie: correttivi congiunturali di settore; territoriali; ed individuali; interventi relativi all’analisi di normalità e all’analisi di coerenza economica.

Manca, ancora, ad oggi, la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del decreto correttivi, la cui approvazione, solitamente precede l’uscita della versione definitiva di Gerico. Il comunicato stampa conferma, peraltro, che il software pubblicato ieri, tiene conto dei correttivi. Lo stesso permetterà, dunque, di calcolare, in modo pressoché definitivo, i livelli di congruità e coerenza per tutti gli studi applicabili per il periodo d’imposta 2016. Sarà così possibile ipotizzare fin d’ora un eventuale adeguamento in dichiarazione dei redditi al fine di perfezionare la chiusura dei bilanci, attività quest’ultima, che le imprese stanno completando in questi giorni.

Le novità 2017

La semplificazione degli studi di settore quest’anno vede una riduzione del numero di modelli. L’attività di revisione triennale ha infatti generato un accorpamento di alcuni modelli con l’eliminazione di ben 11 studi (quest’anno sono previsti 193 modelli contro i 204 del 2016).

La novità riguarda, in particolare, quasi tutti gli studi di settore del commercio al dettaglio ambulante, quelli degli intermediari e a quelli relativi al finissaggio di tessili e fabbricazione ricami.

Al di là del dato numerico riferito al minor numero di studi va poi segnalato uno snellimento dei dati extracontabili richiesti in fase di compilazione atteso che risultano ridotte le informazioni da inserire. Nella quasi totalità dei casi,si determina, infatti, un beneficio in termini di riduzione degli adempimenti per i contribuenti.

In generale, secondo quanto segnalato dall’Agenzia emerge una contrazione nei dati richiesti, rispetto alla precedente annualità 2015, di circa 5.300 variabili.

Le prime simulazioni

Come sempre è difficile comprendere il meccanismo di funzionamento dello studio così come risulta impossibile ipotizzare quello che sarà l’effetto dell’attività di revisione sui risultati elaborati dal software. Certo è che l’esperienza di questi ultimi anni ha insegnato come la “revisione” dello studio porti in dote un innalzamento del livello di congruità cui si accompagna solitamente una riduzione dell’effetto dei correttivi crisi.L’attività di revisione periodica consente al software di avere a disposizione dati di raffronto più aggiornati (la revisione 2016 è stata basata sui dati 2014) riducendo la necessità di un intervento del correttivo crisi il cui effetto si affievolisce rispetto a quanto succedeva anche negli anni passati.

Le prime simulazioni (si veda la grafica a lato) confermano tale tendenza. In entrambi gli studi analizzati, infatti, i ricavi base di riferimento mostrano una tendenza al rialzo cui si accompagna (si veda in particolare lo studio del commercio al dettaglio di fiori e piante) una riduzione del correttivo congiunturale di settore che scende dai 3.735 euro del 2015 a poco più di mille euro del 2016.

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