emergenza covid-19

Coronavirus, ospedale francese: primi casi a novembre. Atleta italiano di scherma: ci siamo ammalati in ottobre a Wuhan

La pentatleta francese Elodie Clouvel rilancia l’ipotesi, già circolata nelle settimane scorse, secondo cui il coronavirus si sarebbe diffuso a Wuhan prima di quanto comunicato ufficialmente

di Vittorio Nuti

Termoscanner e disinfettanti per accedere ai campus di Wuhan

La pentatleta francese Elodie Clouvel rilancia l’ipotesi, già circolata nelle settimane scorse, secondo cui il coronavirus si sarebbe diffuso a Wuhan prima di quanto comunicato ufficialmente


4' di lettura

Mentre uno studio clinico francese sulle radiografie ai polmoni retrodata addirittura alla metà di novembre i primi casi di contagio in Europa, a far discutere oggi sono anche le ultime dichiarazioni della pentatleta Elodie Clouvel. In una intervista, l’atleta francese ha rilanciato infatti l’ipotesi, già circolata nelle settimane scorse, secondo cui il coronavirus si sarebbe diffuso a Wuhan prima di quanto comunicato ufficialmente.

Il contagio sarebbe iniziato durante Giochi Militari che si sono svolti nel capoluogo della provincia dell’Hubei dal 18 al 27 ottobre, con la partecipazione di 10mila atleti provenienti da un centinaio di paesi. Nonostante le conferme arrivate dalla testimonianza di un atleta italiano, anche lui ai Giochi Militari, in serata la ricostruzione di Cluovel è stata liquidata con un “no” secco dal professor Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive al 'Sacco' di Milano.

Loading...

Epicentro ai Giochi Militari?
Intervistata dall'emittente televisiva Loire7 per discutere del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, Clouvel ha spiegato di non temere una possibile contaminazione da Covid-19: “Penso che con Valentin (Belaud, altro pentatleta) abbiamo già avuto il coronavirus perché eravamo a Wuhan per i Giochi Militari. Ci siamo ammalati, lui ha saltato tre giorni di allenamenti, io ho avuto problemi mai avuti prima. E quando abbiamo parlato con un medico militare, ci ha detto: penso che l'abbiate già avuto perché gran parte della delegazione si è ammalata”.

La smentita della Difesa
L’ipotesi che alcuni atleti abbiano contratto il virus nel corso della trasferta in Cina è stata smentita dalla Difesa francese, che finora non si era mai espressa ufficialmente sul tema. “Il ministero desidera ricordare che quando i Giochi mondiali militari estivi si sono svolti dal 18 al 27 ottobre 2019, a Wuhan, in Cina, l'epidemia legata al Covid-19 non era allora nota - si legge nella nota pubblicata da l'Equipe -. Il primo caso di Covid-19 è stato segnalato dalla Cina all'Oms solo il 31 dicembre, due mesi dopo la fine dell'evento”. “Non vi sono stati in seno alla delegazione francese casi
dichiarati durante e al ritorno dai Giochi assimilabili, a posteriori, a casa di Covid-19. Finora, per quanto ne sappiamo, nessun altro paese rappresentato all'evento di Wuhan ha segnalato casi simili”, conclude la nota.

Spadista Tagliarol: ai Mondiali ci siamo ammalati tutti
Di diverso avviso Matteo Tagliarol, uno dei campioni della scherma azzurra, la cui versione dei fatti sembra dare ragiorne indirettamente a Clouvel. Ai mondiali militari di Wuhan, ha raccontato, “ci siamo ammalati tutti, 6 su 6 nell'appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine”. “Ho avuto febbre e tosse per 3 settimane - ricorda lo spadista azzurro -e gli antibiotici non hanno fatto niente; poi è toccato a mio figlio e alla mia compagna. Non sono un medico, ma i sintomi sembrano quelli del covid-19”.

Fiorettista Aspromonte: a Wuhan io bene, mai la febbre
Di diverso avviso un altro atleta militare, Valerio Aspromonte, anche lui a Wuhan nell'ottobre scorso con la delegazione azzurra. “Non mi sono ammalato, non ho avuto né febbre né tosse. E delle persone che mi stanno vicino nessuna è stata male”. Per il fiorettista azzurro quella trasferta non ha avuto strascichi di alcun tipo. “Non so perché sia uscita fuori questa storia e sono dispiaciuto che Matteo (Tagliarol, ndr) abbia fatto il mio nome - spiega -. Per me è stata una normale trasferta intercontinentale, come le 4-5 che faccio ogni anno”. Il 33enne fiorettista delle Fiamme Gialle, oro con la squadra azzurra ai Giochi di Londra 2012, esclude in particolare casi di contagio nella sua delegazione. “Nessuno di loro ha avuto febbre alta, tosse o altri sintomi. E nemmeno i familiari”, precisa Aspromonte, ligio alla quarantena in Italia. “Non ho fatto tampone o test sierologico, ma da quando è iniziata l'ho rispettata alla lettera”.

Epidemiologo Sacchi: ipotesi da escludere
In serata, a chiudere il cerchio escludendo l’idea di un contagio partito a ottobre è l’epidemiologo Massimo Galli. Intervistato dal Tg4, Galli ricorda in particolare che “se questo virus fosse arrivato prima avremmo avuto un'esplosione epidemica assai prima anche da noi”. “In poco tempo - ha spiegato Galli - questo virus, camminando sotto traccia, ha fatto migliaia di casi in Italia e li ha fatti nelle prime settimane di febbraio e non prima. Se i casi che vengono continuamente denunciati più o meno come gossip, avvenuti precedentemente, fossero stati sostenuti da un virus come questo, avremmo avuto l'epidemia mesi prima o settimane prima con l'entità che abbiamo visto. Se persone ospedalizzate per polmonite avessero avuto questa infezione a dicembre, piuttosto che ai primi di gennaio, gli ospedali che li hanno ricoverati avrebbero avuto problemi esattamente come li hanno avuti Codogno e Alzano Lombardo, amplificando l'infezione”.

Studio francese: primi casi già a novembre
Archiviati i sospetti sui Giochi Militari, dalla Francia arriva uno studio scientifico retrospettivo utile al tracciamento della migrazione del coronavirus dalla Cina al resto del mondo. Se confermato, lo studio potrebbe retrodatare allo scorso autunno i primi casi di infezione in Europa, in particolare in Francia. Secondo Albert Schweitzer, capo dipartimento di radiologia dell'ospedale di Colmar, nell'est della Francia, i primi casi sospetti di coronavirus si sarebbero manifestati infatti da metà novembre. Schweitzer e la sua equipe, dopo aver passato in rassegna 2.456 scanner toracici realizzati nell'ospedale tra il primo novembre e il 30 aprile per diverse patologie (cardiache, polmonari, traumatiche, tumorali), avrebbero individuato i primi casi di contagio da Covid-19 già dal “16 novembre” del 2019.

Per approfondire:

Giochi mondiali militari, a Wuhan 10mila atleti si sfidano in 27 sport

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti