studio con il crimedim

Stime Imperial College: in Italia, 13mila morti in meno con lockdown anticipato

Secondo i ricercatori dell’Imperial College le draconiane misure anticontagio adottate dai Governi a marzo hanno avuto “un effetto sostanziale” contribuendo to a portare il tasso R0 al di sotto di 1

Coronavirus, a SkyTg24 parla Mattia Maestri "Paziente 1" italiano

Secondo i ricercatori dell’Imperial College le draconiane misure anticontagio adottate dai Governi a marzo hanno avuto “un effetto sostanziale” contribuendo to a portare il tasso R0 al di sotto di 1


4' di lettura

Il ricorso ai lockdowns su larga scala, basati su misure drastiche come la chiusura dei negozi e delle scuole, ha ridotto le velocità di trasmissione del Covid-19 abbastanza da controllarne la diffusione in Europa, e potrebbe aver evitato oltre tre milioni di morti.

Non solo: se in Italia le misure restrittive per bloccare la pandemia da coronavirus fossero scattate anche solo una settimana prima rispetto al 9 marzo, forse oggi conteremmo 126mila casi in meno e, soprattutto, 13mila morti in meno.

Sono queste le conclusioni di due studi dell’Imperial College di Londra: il primo in via di pubblicazione su “Nature” è basato sulla modellizzazione dell'impatto delle misure anticontagio in 11 Paesi europei, Italia compresa, fino ai primi giorni di maggio. Il secondo è stato condotto insieme al Crimedim (Research Center in Emergency and Disaster Medicine, Università del Piemonte Orientale) e focalizzato unicamente sull’Italia.

Il primo studio: gli effetti sull’R0

Nel primo caso, secondo gli autori dello studio le draconiane misure anticontagio adottate dai Governi a marzo hanno avuto «un effetto sostanziale» e hanno contribuito a portare il tasso di riproduzione dell'infezione al di sotto di 1 all'inizio di maggio. Come noto, il “numero di riproduzione di base” R0 rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione mai venuta a contatto con un nuovo elemento patogeno. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva: se l'R0 di una malattia infettiva è circa 2, significa che in media un singolo malato infetterà due persone. Quanto maggiore è il valore di R0 e tanto più elevato è il rischio di diffusione dell'epidemia. Se invece il valore di R0 fosse inferiore ad 1 ciò significa che l'epidemia può essere contenuta.

Sotto osservazione 11 Paesi europei

Il team di ricerca, composto da scienziati del Centro Mrc per l'analisi delle malattie infettive, del Jameel Institute e del Dipartimento di matematica dell'Imperial College ha stimato che all'inizio di maggio nei Paesi sotto osservazione (Austria, Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia e Svizzera) risultavano infettate dal coronavirus tra i 12 e i 15 milioni di persone.

Oltre 3 milioni di morti evitate

Confrontando poi il numero di decessi registrati con i decessi in assenza di misure di lockdown previsti dal modello matematico alla base dello studio è risultato che grazie alle misure anticontagio sono stati evitati circa 3,1 milioni di decessi. “Misurare l’efficacia di questi interventi è importante, dato il loro impatto economico e sociale, e può indicare quale linea di condotta è necessaria per mantenere il controllo”, hanno sottolineato i ricercatori inglesi guidati da Seth Flaxman e Samir Bhatt in un abstract dello studio.

Con le chiusure evitate 62 milioni di infezioni in 6 Paesi

Un altro studio, condotto dai ricercatori dell'University of California e pubblicato sulla rivista Nature, afferma che gli ordini di chiusura hanno permesso di evitare 62 milioni di contagi per il coronavirus in sei paesi, tra cui l'Italia. La ricerca ha esaminato la situazione in Cina, Stati Uniti, Francia, Italia, Iran e Corea del Sud, affermando che collettivamente queste nazioni sono riuscite ad evitare 62 milioni di infezioni confermate dai test. Soprattutto negli Usa, le restrizioni hanno impedito 60 milioni di contagi. Tuttavia, poiché la maggior parte delle persone infettate non viene testata, il numero effettivo di positivi evitati secondo gli esperti di Berkeley è molto più elevato, addirittura pari a circa 530 milioni nei sei paesi.

Il “caso” italiano

Nel secondo studio, praticamente contemporaneo all’altro, il gruppo di studiosi del Crimedim e dell’Imperial College di Londra hanno utilizzato i dati della Protezione Civile al fine di calcolare quanti ricoveri e morti per Covid-19 si sarebbero potuti evitare se il lockdown fosse stato introdotto una settimana prima di quanto non è effettivamente avvenuto.

«I nostri risultati mostrano che, se il lockdown fosse stato introdotto il 2 marzo, invece del 9 marzo, ci sarebbero stati 126mila casi in meno, 70mila ricoveri in meno (di cui 15mila in terapia intensiva) e 13mila morti in meno» spiega Francesco Barone Adesi, uno dei quattro curatori dello studio insieme a Raffaele Paladino, Jordy Bollon e Luca Ragazzoni.

La velocità di risposta fondamentale

In pratica, come spiega Barone Adesi, «l’impatto sanitario dell’epidemia sarebbe completamente diverso nel nostro paese se il lockdown fosse stato introdotto più velocemente. Questi risultati ci sembrano ancora più rilevanti se si considera che l’Italia ha atteso quasi un mese da quando il primo caso di Covid-19 è stato individuato a Codogno prima di introdurre il lockdown».

I ricercatori del Crimedim di Novara e dell’Imperial College di Londra hanno esaminato la velocità di risposta dell’Italia e della Cina, confrontando quanto tempo è trascorso da quando è stato individuato il cinquantesimo caso a quando è stato introdotto il lockdown. Quello che emerge è che «l’Italia si è mossa con circa due settimane di ritardo rispetto alla nazione asiatica – evidenzia Francesco Barone Adesi –. Questa esitazione nella risposta ha avuto a nostro parere un impatto sanitario notevole ed è importante che vengano individuate le ragioni che l’hanno causata. Secondo la maggior parte degli esperti è attesa una seconda ondata di contagi nei prossimi mesi. Essere eventualmente in grado di rispondere prontamente, nelle modalità che si riterranno necessarie, è questa volta fondamentale».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti