la start up di ravenna

Studiomapp monitora a Milano il traffico per l’emergenza Covid-19

Utlizzati algoritmi in grado di contare simultaneamente oltre 100 categorie di oggetti

di Ilaria Vesentini

Utlizzati algoritmi in grado di contare simultaneamente oltre 100 categorie di oggetti


2' di lettura

Lui ha una laurea in Matematica, un bachelor in Computer science e un curriculum negli open data e le soluzioni It. Lei una laurea in Scienze naturali e un passato di guida ambientale e specialista Gis (Geographic information system). Leonardo Alberto Dal Zovo ed Angela Corbari sono i due emisferi celebrali, nonché braccia e gambe della start-up ravennate Studiomapp, partita quattro anni fa da zero nel business della location intelligence, premiata nel 2018 (unica azienda europea e quarta al mondo) dal dipartimento della Difesa americano per i suoi algoritmi di computer vision applicati alle immagini satellitari, ma ancora poco conosciuta in patria. Dove sta conquistando notorietà in queste settimane di emergenza Covid-19 grazie alla capacità di monitorare con precisione centimetrica il traffico e l’affollamento sul territorio, sfruttando tecniche proprietarie di geointelligence.

«Siamo partiti analizzando l’area di Milano – spiega Dal Zovo, cofondatore e Chief technology officer di Studiomapp – per misurare l’efficacia delle norme restrittive su chiusure di attività e aree produttive: attraverso i nostri algoritmi di Ai riconosciamo e contiamo mezzi di trasporto, come auto, camion e autobus nei parcheggi e sulle strade ». La tecnica, solitamente impiegata in attività di geomarketing da Gdo e retail, viene ora impiegata da Studiomapp per monitorare un’intera città, con algoritmi e modelli proprietari in grado di conteggiare in simultanea oltre 100 categorie diverse di oggetti. Le immagini sono quelle del programma comunitario di osservazione satellitare Copernicus, «e da fotografie scattate a oltre 500 km sopra le nostre teste noi riusciamo a catturare dettagli di 30 centimetri», spiega Dal Zovo mostrando come oggi, nella zona di via Lorenteggio tra il Vodafone Village e l’Esselunga, il numero di auto sia un terzo rispetto a quello rilevato in immagini di Milano acquisite fra il 2015 e il 2019.

«È il primo lavoro di questo tipo dallo spazio di cui siamo a conoscenza, ma è un segmento destinato a crescere esponenzialmente – aggiunge il Cto – perché permette di sapere, in modo riservato e non invasivo, come cambiano gli scenari sociali e come ripianificare le attività sul territorio». Le applicazioni vanno dalla mobilità pubblica alle smart cities, dalla logistica al turismo, dall’agricoltura ai servizi sociali e Studiomapp ha all’attivo commesse per Snam, Italferr-Fs, Acea.

«Rispetto ai grandi player multinazionali abbiamo il vantaggio di offrire risposte su misura, ma oggi il nostro vero competitor è la resistenza a innovare e cambiare i processi da parte delle stesse aziende, grandi e piccole», conclude Dal Zovo. Che assieme a Corbari e a un’altra manciata di colleghi si divide tra la sede di Ravenna e gli uffici dentro il Tecnopolo Tiburtino di Roma dell’Agenzia spaziale europea (Esa): Studiomapp è infatti la prima start-up emiliano-romagnola selezionata dall’incubatore dell’Esa. E dopo il quarto posto ottenuto alla competizione del Pentagono, l’anno scorso è stata invitata alle Nazioni Unite per raccontare il ruolo di tecnologie digitali e spaziali per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, unica startup italiana nel report “Digital with Purpose”.

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