SPACE COWBOYS

Stufi della Terra? Provate a fare i turisti nello spazio

di Leopoldo Benacchio


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    3' di lettura

    Chi è stanco di viaggi attorno al mondo, o ha già fatto tutti quelli che aveva messo in conto, beato lui, può iniziare a pensare a viaggi in cui si sentirà molto leggero, vedrà il cielo prima di un azzurro indescrivibile e poi più nero della polvere dell'Etna.

    È il turismo spaziale che finalmente, dopo anni di incubazione e promesse, pare diventerà realtà nei prossimi mesi grazie a Elon Musk, il visionario pratron della Tesla. Musk nel 2018 manderà due persone, astronauti “privati”, dalla Terra alla Luna con il suo nuovo razzo e la capsula Dragon. Arrivati nelle vicinanze del nostro amato satellite ci gireranno intorno, come nel primo romanzo di Jules Verne, e poi torneranno a Terra.

    Segreto totale sui due nomi che, chiaramente, sono già in preparazione fisica e psicologica, anche se ben diversa da quella che negli anni ‘60 del secolo scorso dovevano subire gli astronauti del programma Apollo. Il costo è top secret, ma si parla di una cifra sui 70 milioni. Non proprio economico. Tutto automatico comunque, i passeggeri lunari dovranno sottoporsi a un training minimo per assimilare poche istruzioni per la gestione di emergenze piccole o grandi. I prezzi scenderanno, se il primo volo andrà bene, ma resteranno comunque alti e per stare una settimana nella splendida capsula Dragon ci sarà la fila certamente, ma pagare tutti quei soldi per stare in uno spazio tondo di 3.5 metri di diametro forse non convincerà troppi milionari, vedremo.

    Sembra comunque il sequel dell'avventura dei 7 miliardari, quasi tutti americani, che per 30 milioni di dollari a testa, grosso modo, sono andati a turno fino alla Stazione Spaziale Internazionale, Iss, dove hanno trascorso brevi periodi, a 400 chilometri di altezza, in perenne assenza di gravità e con la proibizione assoluta di fare una qualsiasi operazione sulla stazione. Ottimo per le casse della agenzia russa Roscomos ma europei, americani e altro hanno proibito altri viaggi di questi “parvenu” dello spazio.

    Anche Sir Branson di Virgin ha promesso di portare fino a 100 chilometri di altezza i suoi passeggeri con biglietto da 250.000 dollari. Un mezzo stupendo, un grande aereo madre, porterà a grande altezza, ma sempre sui 10 chilometri, una navetta che salirà poi fino al limite convenzionale di inizio dello spazio, 100 chilometri da terra. Poi da lì giù a capofitto con perdita di peso per minuti. Pare siano tantissimi, si parla di centinaia, i biglietti già staccati, un paio sono anche stati richiesti indietro, ma di fatto da 10 anni la Virgin Galactic dice che inizierà “l'anno prossimo”. Lo ha fatto anche quest'anno, vediamo, comunque pare che anche in Italia a breve ci sarà un loro spazioporto, non si sa ancora se in Sardegna, Veneto o centro Italia.

      Molto più fattibile ed economicamente affrontabile, sui 5000 euro, è un volo in gravità zero, che si può fare sia in Europa che in Usa con varie società, basta cercare su Web, unico requisito una salute buona. Si monta su un aereo Airbus A310 modificato, dopo un opportuno briefing e si sale fino ai 6 chilometri. A quel punto l'aereo si inclina a 45 gradi e si porta a 7,5 chilometri, schiacciando un po' i passeggeri al sedile, ma sopportabilissimo. Partono i 22 secondi che valgono il viaggio e anche i 5.000 euro. L'aereo va in caduta libera, controllata, e i passeggeri iniziano a fluttuare nella carlinga vuota. Si torna a casa pare felici e contenti.

      Ultima realistica possibilità è diventare clienti della World View in Arizona. Attaccati a un sicurissimo grande pallone a elio si va fino a 30 chilometri di altezza in una confortevole capsula pressurizzata. Sei ore per salire, due in quota per ammirare la Terra e la sua sfericità e poi due ore di discesa. Nessun requisito fisico particolare. 70.000 euro il biglietto.

      Comunque, se proprio non ve la sentite di affrontare lo spazio potete sempre volare con la fantasia di pianeta in pianeta al Kennedy Space Center in Florida, un centro museo che merita una visita. Anche questo è turismo spaziale.

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