Crocieristica

Stx France: Fincantieri verso la firma dell’accordo con Parigi

di Celestina Dominelli

(AFP)

2' di lettura

Potrebbe arrivare oggi la chiusura del cerchio sull’operazione Stx France. Secondo quanto risulta al Sole24ore.com, Fincantieri e il governo francese , che detiene una minoranza di blocco nel capitale della società (33,3%) dovrebbero suggellare nel pomeriggio con una firma l’accordo di principio annunciato la scorsa settimana dal ministro dell’Industria transalpino, Christophe Sirugue. Lo schema, come si ricorderà, prevede l’ingresso del gruppo guidato da Giuseppe Bono al 48%, con l’esecutivo francese che mantiene il suo pacchetto azionario, mentre il gruppo statale d’oltralpe Dcns, già partner di Fincantieri, entrerà con il 12%. Le restanti azioni andranno invece alla Fondazione Cr Trieste presieduta da Massimo Paniccia.

A giorni attesa la chiusura con il tribunale di Seul

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Giunge dunque al traguardo il lungo confronto tra Roma e Parigi sul futuro dei cantieri di Saint-Nazaire, la ricca dote in pancia a Stx France. Una volta ottenuto il via libera del governo, Bono dovrà ora concludere la trattativa con il tribunale di Seul che sta gestendo la procedura fallimentare della holding sudcoreana Stx: il ceo ha già trovato un compromesso sul prezzo, ma ora andrà definita la parte contrattuale entro il prossimo 15 aprile.

L’impatto dell’operazione
I vantaggi dell’operazione per Fincantieri sono evidenti. In un report molto dettagliato, gli analisti di Kepler hanno sottolineato che, dopo l'acquisizione di Stx France da parte del gruppo triestino, il segmento delle navi da crociera diverrà un duopolio diviso tra il nuovo campione italo-francese e i tedeschi di Meyer Werft con il primo in posizione di assoluta leadership. Secondo la simulazione firmata da Kepler Cheuvreux, con i cantieri di Saint-Nazaire - 2600 dipendenti diretti, oltre 7mila con l'indotto, un portafoglio ordini di 10 navi più 4 in opzione per Msc e Royal Caribbean (per circa 12 miliardi di euro) e soprattutto il più lungo bacino di carenaggio d'Europa (quasi un chilometro) - la fetta di mercato controllata da Fincantieri passerebbe infatti dal 38% al 55%, con riverberi più che positivi sia sull'Ebitda margin del segmento shipbuilding (dall'attuale 5,7% fino all'8 per cento) sia sull'utile per azione (Eps) che crescerebbe del 21-52 per cento.

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