turismo lento

Su ciclovie e cammini 48 immobili da trasformare in ostelli e ristoranti

di Antonello Cherchi

Molino, Certosa di Pavia (Pv)

2' di lettura

Ci sono molti beni di proprietà dello Stato e degli enti territoriali che languono perché inutilizzati. L’idea è di affidarli ai privati perché li trasformino in strutture al servizio del viaggiare lento, tipico di chi si muove in bicicletta o a piedi. Il progetto è stato battezzato “Cammini e percorsi” e si propone di rivitalizzare nell’arco di tre anni oltre 303 immobili abbandonati. Il primo bando, che riguardava 43 beni, è stato lanciato a fine luglio e si concluderà l’11 dicembre. Dal 4 dicembre al 16 aprile 2018 si apre il secondo bando, che punta a riportare a nuova vita 48 strutture.

I 16 beni dello Stato in gestione all’Agenzia del Demanio

I 16 beni dello Stato in gestione all’Agenzia del Demanio

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Concessione per 50 anni
Queste ultime sono in parte gestite dal Demanio statale (16) e in parte dagli enti locali (le restanti 32). A differenza dei beni offerti con il primo bando - da assegnare in concessione gratuita per nove anni, rinnovabili per altri nove, a imprese, associazioni e cooperative con prevalenza di under 40 - i 48 immobili relativi al secondo bando sono da affidare in concessione di valorizzazione per 50 anni, anche perchè si tratta di strutture più importanti, come ville, masserie, caserme, castelli.

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In nome della sostenibilità
Il 4 dicembre è partito il bando relativo ai 16 beni di proprietà statale, mentre nei giorni successivi saranno predisposti i bandi degli immobili nella proprietà degli enti territoriali. Al bando possono partecipare anche gli stranieri e il progetto deve prevedere una proposta sostenibile di riqualificazione e riuso del bene, nonché l’offerta di un canone di locazione per un determinato arco temporale, massimo fino a 50 anni.

Per ciclisti e camminatori
I nuovi immobili da rimettere in sesto si trovano sulle ciclovie - quelle già esistenti e quelle per le quali esiste un progetto di sviluppo e adeguamento: si tratta di 6mila chilometri complessivi per gli amanti del pedale - e sui cammini, sia quelli spirituali, come la via Francigena o il percorso di S. Francesco, sia gli altri storici, come la via Appia. Anche in quest’ultimo caso si tratta di una rete che in parte esiste e che in altra parte si sta estendendo e adeguando agli standard internazionali. L’obiettivo è fare in modo che gli immobili ora inutilizzati possano in futuro - una volta trasformati in alberghi, punti di ristoro o di informazione, officine per bici - servire per alleviare le fatiche di chi pedala o di chi visita l’Italia passo dopo passo.

Opportunità di sviluppo
Il progetto “Cammini e percorsi” vede la collaborazione di due ministeri, quello delle Infrastrutture e dei Beni culturali, dell’Agenzia del demanio e del Touring club italiano, che ha lavorato alla predisposizione dei bandi. «Si tratta - ha affermato Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture - di un’opportunità di sviluppo». «Oltre che un’opportunità - gli ha fatto eco Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali - è anche un’esigenza, perché nei prossimi anni sono previsti flussi turistici in crescita, che dobbiamo dirottare dalle città d’arte già prese d’assalto verso luoghi altrettanto belli del Paese».

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