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Su criptoasset e Ico, Italia sulla buona strada grazie alla mossa Consob

di Stefano Capaccioli

Savona presidente Consob, opposizioni insorgono


3' di lettura

Consob ha appena pubblicato una consultazione sulle ICO (“Initial Coin Offerings”), indicando alcune linee di percorso innovative che irrompono nel panorama europeo, attraverso un progetto che tende a tutelare utenti e emittenti. I paesi limitrofi hanno già esposto proprie soluzioni, approfondendo alcuni aspetti delle ICO, ognuno con le sue peculiarità e caratteristiche.

In Francia, L'Autorité de Marchés Financiers ha pubblicato il 26 ottobre 2017 una lunga analisi delle ICO, aprendo una consultazione (Document de Consultation sur les Initial Coin Offering (Ico) i cui risultati sono stati pubblicati a Marzo 2018. Il 26 dicembre 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Francese il Decreto n. 2018-1226 del 24 dicembre 2018, sull'utilizzo dei dispositivi elettronici di registrazione condivisi per la rappresentazione e la trasmissione di titoli finanziari e per il rilascio e il trasferimento dei cd minibons (forma di minibond emessi da PMI e scambiati su piattaforme autorizzate di crowdfunding previsti da una norma del 2016). In tale Decreto si specificano le condizioni di utilizzo dei “dispositivi di registrazione elettronica condivisa” per la trasmissione delle varie categorie di strumenti finanziari e per i minibons, continuando nel percorso di integrazione della “tecnologia blockchain” nel suo sistema legale e rendendo legali a tutti gli effetti le transazioni finanziarie attraverso i registri distribuiti.

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In Germania, la Bafin (l'autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca) dopo aver pubblicato avvisi per gli investitori nel Novembre del 2017 relativamente alle ICO e una advisory letter sulla diversa classificazione dei token nel 2018, ha appena avviato una consultazione da parte del Ministro delle Finanze finalizzata alla redazione di un piano nazionale per i registri distribuiti che dovrebbe vedere la luce nell'estate del 2019. Nel frattempo Bafin, nel dicembre del 2018 ha dapprima autorizzato l'emissione di token ad una piattaforma di equity token offering, per poi concedere a febbraio del 2019 un’autorizzazione ad effettuare una vera e propria STO ( Security Token Offering), ad una piattaforma di lending.

A Malta, il 1 novembre 2018 sono entrate in vigore tre norme che stabiliscono un quadro normativo che regolamenta la Blockchain, le criptovalute e la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology) ed in particolare (i) Virtual Financial Assets Act che si occupa di regolamentare le ICO (Initial Coin Offering) attraverso l'obbligatorietà del White Paper come prerequisito per avere un quadro generale ed una descrizione degli aspetti di ogni progetto, evidenziando quale tipologia di Virtual Financial Assets (VFA) è emettibile e le regole per l'ammissione alla negoziazione su piattaforma, (ii) Malta Digital Innovation Authority Act che istituisce un'authority dedicata alle attività innovative a carattere non finanzario con il compito di essere garante dell'attuazione degli obiettivi prefissati dalla legge per lo sviluppo di attività relative all'innovazione tecnologica comprensiva delle attività distribuita o decentralizzata e (iii) Innovate Technology Arrangements and Services Act, che definisce la tecnologia DLT, compresi gli smart contract.

La Serenissima Repubblica di San Marino ha pubblicato il Decreto Delegato n. 37/2019 (il “DL Blockchain”) dal curioso titolo “Norme sulla tecnologia Blockchain per le imprese”, che contiene norme per l'autorizzazione dell'emissione di token da parte di società con determinati requisiti.

Con la consultazione di Consob, che fa trasparire le proprie posizioni, l'Italia si pone prepotentemente al centro di tale discussione, individuando un possibile strada coerente volta a attrarre innovazione. Nei giorni scorsi, Banca d'Italia ha pubblicato un Occasional Paper sugli aspetti regolamentari e economici delle criptoattività, volto ad analizzare, da una prospettiva bancaria, le criptovalute, approfondendo le questioni contabili e prudenziali ai fini della vigilanza, ponendo l'Italia sulla buona strada per l'apertura di un dibattito e l'individuazione di soluzioni sostenibili.

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