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Su criptovalute e tecnologie decentralizzate la parola passa a Bankitalia

Comunicazione del 17 giugno 2022 per accompagnare la transizione in atto senza rinunciare alla certezza dei diritti e alla protezione dei soggetti

di Valeria Falce

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3' di lettura

Tecnologie decentralizzate e cripto-attività sono il cuore della finanza digitale. Realizzano ecosistemi innovativi e complessi all’interno dei quali operano e interagiscono attori diversi (intermediari vigilati, fornitori di tecnologia, terze parti, sviluppatori, fornitori di soluzioni It e utenti) con modalità estranee al sistema finanziario tradizionale. Ad esse è indirizzata la strategia europea sulla finanza digitale che, attraverso un pacchetto di misure regolatorie, si propone di accompagnare la transizione in atto senza rinunciare alla certezza dei diritti e alla protezione dei soggetti (tutela degli investitori e diritti dei risparmiatori-consumatori). Ma non è tutto. Al fermento europeo si aggiunge quello nazionale. Con una recente comunicazione (del 17 giugno scorso) la Banca d’Italia scosta “il velo di Maja”, identificando le opportunità e non tacendo i rischi del nuovo ecosistema per poi guidare gli attori tradizionali e i nuovi protagonisti che a vario titolo intervengono nella catena del valore.

Banche e intermediari finanziari

Sul piano delle proposte, si rivolge intanto alle banche e agli intermediari finanziari: richiama prima talune categorie di cripto-attività a valenza speculativa e altamente rischiosa, per poi riconoscere come il quadro delle regole riservi un ruolo fondamentale agli intermediari finanziari vigilati, sostenendo e facilitando il trasferimento dei token, la custodia, le interazioni con i titolari, i movimenti in entrata e in uscita dall’ecosistema, la prestazione di servizi relativi alle cripto-attività (portafoglio digitale: wallet, exchanger, piattaforma di trading, esecuzione di ordini, collocamento, ricezione e trasmissione di ordini per conto di terzi e consulenza).

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La sorveglianza

Indirizzandosi agli operatori e fornitori tecnologici (quali, ad esempio, i gestori di schemi e infrastrutture di pagamento e i wallet providers), la Banca d’Italia avverte la necessità di includere nel perimetro di controllo della sorveglianza anche le cripto-attività con funzione di pagamento (si pensi ai cosiddetti stablecoins) insieme alle funzionalità che ne supportano l’offerta e l’utilizzo (ad esempio, i wallets). Con l’obiettivo di investire e attrarre nel raggio del controllo anche i soggetti operanti in “ecosistemi cripto” che forniscono tecnologia a supporto dei servizi bancari, finanziari e di pagamento (già oggetto, a certe condizioni, di disposizioni prudenziali per l’outsourcing e di controlli di sorveglianza), la Banca guarda con favore al cosiddetto “Pisa framework” (payment instruments, schemes and arrangements), pubblicato a novembre 2021 e in vigore da novembre 2022, che consentirà di presidiare il rischio sistemico e il corretto funzionamento del settore dei pagamenti.

Gli acquirenti

Rispetto alla clientela che intende acquistare o negoziare cripto-attività, la Banca d'Italia richiama con forza le posizioni espresse a livello nazionale (anche congiuntamente con la Consob), europeo (Eba, Esma ed Eiopa) e internazionale (Fsb, Fatf): le caratteristiche delle cripto-attività (in termini di speculatività e rischiosità) ne confermano la distanza rispetto alle “normali” forme di investimento o ai “tipici” mezzi di pagamento o scambio. Così avvertiti risparmiatori e consumatori, e prospettate le potenzialità delle cripto-attività e delle soluzioni incentrate su Dlt, la Banca d’Italia fornisce un importante contributo. Riempie di contenuto gli ambiti “laschi” del Pacchetto europeo, proponendo lo “statuto” degli schemi decentrati, nell'ottica di una modernizzazione del sistema ma soprattutto della sua tenuta di medio-lungo periodo dal punto di vista della certezza delle regole e della garanzia dei diritti. Con una rassicurazione. La finanza digitale è “terra di opportunità”, e come tale non va demonizzata ma prima compresa nelle sue dinamiche, poi portata entro binari di regole certe e prevedibili che non lascino scoperti soggetti e ambiti di attività, e infine sfruttata nelle sue potenzialità. Senza che nessuno ne rimanga fuori.

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