le opere pubbliche

Su infrastrutture e manutenzione timidi segnali di vitalità

di G.Sa.


2' di lettura

Non c’è soltanto l’emergenza rifiuti a Roma. C’è anche l’emergenza infrastrutture, che dura forse da più tempo, considerando il blocco sostanziale di quasi tutte le opere che in questi anni ha tentato di avviare l’amministrazione Raggi. Non è servita a dare un’accelerazione neanche la piattaforma informatica che velocizza le pratiche di gara.

Poche le cose che finora si sono effettivamente sbloccate, molto di recente. Val la pena di segnalare la demolizione della tangenziale est, il tratto in zona Tiburtina che parte in questi giorni con la firma del contratto per un valore di 12 milioni di euro. E soprattutto ci sono i dodici lotti di manutenzione ordinaria e pronto intervento per la grande viabilità stradale: un intervento che complessivamente vale 78 milioni di euro. Ha rappresentato una vera odissea, per la durata della procedura, per la difficoltà a far funzionare le commissioni di valutazione delle offerte, per l’oggetto dell’appalto che riguarda anche quel dissesto delle strade e quelle buche che sono diventate il disagio, fra i tanti, più odiato dai romani.

L’Acer, l’associazione dei costruttori romani, aggiorna costantemente il conto delle opere che sono state bandite e non hanno ancora avuto la consegna dei lavori. L’ultimo conto dà opere per un totale di 77,4 milioni di euro: 14,4 milioni riguardano opere giubilari, 63 milioni interventi ordinari. «Purtroppo - dice il presidente dell’Acer, Nicolò Rebecchini - continuiamo a registrare lentezze ed intoppi burocratici nella gestione delle procedure di gara. Anche l’utilizzo della piattaforma informatica non sembra ancora dare i risultati sperati».

Il presidente dell’Acer ammette comunque che «qualcosa si sta muovendo, come l’affidamento dei lotti della manutenzione della grande viabilità e un’opera infrastrutturale importante come la demolizione della tangenziale e la conseguente riqualificazione del sottostante tessuto urbano».

Ma non basta. «Occorre - dice Rebecchini - mettere a regime un sistema snello e rapido che approfitti delle opportunità concesse dal decreto sblocca cantieri ( attraverso, per esempio, l’utilizzo generalizzato del criterio del massimo ribasso con esclusione automatica sotto la soglia comunitaria) ed affronti definitivamente le criticità più rilevanti quali quella della gestione delle commissioni di gara».

Fra le opere maggiori che aspettano il semaforo verde ci sono la deviazione del collettore alto della Farnesina (6,3 milioni pubblicato il 31 dicembre 2018), mentre fra le opere importanti bandite da più tempo – per il Giubileo della Misericordia - bisogna ricordare la riqualificazione di varie strade con gare dell’ottobre 2017: via della Mercede (600 milioni), Appia antica (900 milioni), Via Baldo degli Ubaldi (1,2 miliardi), via Aurelia dalla stazione Aurelia al Gra (4,4 miliardi), via Quattro novembre (2,63 miliardi). Fermi anche i due appalti di manutenzione segnaletica (da 2 e 1,5 miliardi) e il grande lavoro per il restauro dell’ex Istituto Angelo Mai.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...