Previdenza privata

Su welfare e sanità integrativa alleanza a dodici tra le Casse

Il modello Emapi: platea potenziale di 850mila professionisti ma in pochi scelgono di aderire

di Francesco Nariello

2' di lettura

Garantire prestazioni sanitarie integrative e trattamenti assistenziali per i liberi professionisti, ponendosi come interlocutore diretto per informazioni, adesioni, ma anche per il supporto nella valutazione delle richieste di rimborso.

Sono alcune delle caratteristiche di Emapi - ente di mutua assistenza per i professionisti italiani - associazione senza finalità di lucro e fondo sanitario riconosciuto dal ministero della Salute, costituita da dodici casse professionali, tra cui i sei enti che l’hanno fondata nel 2007: Cassa forense, Cassa notariato, Enpab, Enpap, Epap ed Eppi.

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«Emapi punta a fornire strumenti assistenziali di welfare agli iscritti degli enti associati, ponendo attenzione a qualità dei servizi offerti e gestione dei costi», afferma Demetrio Houlis, presidente dell’ente dalla fondazione fino allo scorso giugno (sostituito da Nunzio Luciano), ed oggi direttore generale. Le tipologie di coperture erogate, che si rivolgono a una platea potenziale di oltre 850mila professionisti, sono cresciute nel tempo: dall’inizio Emapi ha proposto l’assistenza sanitaria integrativa, suddivisa in polizza base per grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi, e in un’estensione facoltativa per altri tipi di interventi, ricoveri, visite specialistiche, accertamenti diagnostici. Nel 2012 si è aggiunta la copertura long term care (Ltc), per la non autosufficienza permanente, e nel 2019 la temporanea caso morte (Tcm); completa l’offerta la polizza infortuni professionali ed extraprofessionali.

Per le coperture l’ente si appoggia a compagnie di assicurazione diverse, scelte con gara pubblica.

Le casse associate possono decidere se e a quali proposte aderire: il quadro è molto frammentato. Al momento, ad esempio, sono sei gli enti (Eppi, Epap, Enpap, Enpaf, Enpacl, Enpab) che offrono ai propri iscritti, gratuitamente, l’assistenza «base» di Emapi. «In queste categorie, però - rileva Houlis - sono meno del 5% i professionisti che decidono di estendere le coperture oltre il perimetro di grandi interventi chirurgici e gravi malattie». Sono sei anche le Casse che hanno scelto la polizza Ltc, mentre cinque hanno optato per la Tcm.

Tre enti previdenziali, invece, pur essendo associati Emapi, non hanno attivato alcun servizio: Cassa Geometri, Cassa Notariato e Enpapi (psicologi). «In alcuni casi hanno pesato paletti regolamentari o convenzioni già attive con altri istituti», spiega il dg, che aggiunge: «L’interesse sta crescendo, grazie al livello delle prestazioni ma anche perché sono stati inseriti elementi innovativi in ambito welfare». Per la Ltc, ad esempio, viene riconosciuta la non autosufficienza con la mancanza di solo tre «Adl» (attività di vita quotidiana) su sei, «mentre di solito sono quattro» e la rendita riconosciuta è vita natural durante. Ma le adesioni dei singoli restano basse (si veda l’articolo a fianco): «Anche perché in Italia manca una diffusa cultura assicurativa in materia sanitaria» conclude Houlis.

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