Prova su strada

Subaru aggiorna la Forester ma resta l’anima da off road

di Massimo Mambretti

Ibrida integrale e guida assistita. Subaru Forester offre sofisticati sistemi di automazione ed è spinta da un 2 litri ibrido da 150 cv con trazione integrale

2' di lettura

La Subaru Forester e-boxer si rinnova, ma senza dare troppo nell’occhio. Infatti, il clou dell’aggiornamento poggia su un upgrading tecnologico che incrementa la sicurezza e il dinamismo. Alcune soluzioni aprono la strada a un’evoluzione della guida semi-autonoma by Subaru che raggiungerà nuovi step con i futuri modelli, sempre più elettrificati come il suv Solterra a emissioni zero che sarà commercializzato verso l’estate.

La nuova serie della Forester si affida sempre al powertrain ibrido con trazione integrale di 2 litri con 150 cavalli, definito mild ma in realtà full-hybrid perché può spingere la vettura a emissioni zero a bassa velocità per brevi tratti, ed esteticamente si riconosce soprattutto per il rinnovamento del frontale.

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Sfugge a questa considerazione solo l’inedita versione 4dventure, specie quando l’outfit è personalizzato dalla finitura color arancio delle protezioni della carrozzeria e delle barre sul tetto. La colorazione si ritrova anche nell’ampio e confortevole interno, nel quale ci si può avvalere anche dei (non fondamentali) comandi gestuali per la climatizzazione e che, in questo caso, propone pratici rivestimenti idrorepellenti per i sedili.

La gamma 2022 della Forester e-boxer è composta dalla 4dventure, che costa circa 45mila euro, e dalle versioni Free, Style e Premium in vendita a prezzi che vanno da quasi 38mila a oltre 45mila euro. Tutte le varianti, completamente garantite per 8 anni come tutte le altre Subaru, propongono la generazione 4.0 del sistema di sicurezza EyeSight. Il dispositivo adesso utilizza telecamere con visuale ampliata in ogni direzione e offre il sistema che attiva la sterzata automatica per evitare un ostacolo quando non è sufficiente la frenata automatica e quello che riconosce le linee di carreggiata e la distanza dal veicolo che precede, per mantenere a centro corsia la vettura con il cruise control adattivo in funzione.

Quest’ultimo nel nostro breve test si è rivelato molto determinato nello svolgere il suo compito. In pratica contribuisce al buon rapporto tra uomo e macchina, proprio come fanno nuove soluzioni che sintonizzano meglio la vettura con l’asfalto e con i fondi a bassa aderenza. La 4dventure conserva il temperamento non troppo brillante e il comportamento dinamico affidabile delle precedenti Forester. È una vettura adesso più istintiva da guidare in ogni condizione e anche nel fuoristrada.

Il cambio è a variazione c continua con sette marce predefinite e gestione elettronica. Grazie a un centralina digitale (non troppo reattiva a dire il vero) il sistema, una volta impostata la modalità Sport, simula una scalata e porta il motore al regime giusto per favorire l’accelerazione quando si esce dalla curva. Invece, sui fondi a bassa aderenza la rivisitazione della modalità X-Mode della trazione integrale evita di dovere essere nuovamente inserita quando superati i 40 all’ora si torna a velocità più basse.

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