analisi del centro studi intelligence economica di tor vergata

«Subito liquidità senza creare debito»

«Dario di guerra” dell’emergenza COVID-19: il documento del Cesintes, il centro studi di intelligence economica dell’ateneo di Tor Vergata di Roma

di Marco Ludovico

Dalla Bce 750mld contro il coronavirus

«Dario di guerra” dell’emergenza COVID-19: il documento del Cesintes, il centro studi di intelligence economica dell’ateneo di Tor Vergata di Roma


2' di lettura

«Riuscirà il Covid-19 lì dove i sovranisti hanno fallito, e cioè nell’implosione della moneta unica?». Se lo sono chiesti Massimo Giannini e Francesco Farina, coordinatore scientifico e direttore esecutivo del Cesintes, il centro studi di intelligence economica e security management dell’università Tor Vergata di Roma in un articolo scientifico.

Il documento

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Un «diario di guerra» per l’economia
«Lo scenario che potrebbe salvare la nostra moneta sembra essere solo quello che contempla la solidarietà tra i Paesi Europei, con la condivisione delle risorse e una politica comune tra paesi forti e paesi deboli» scrivono Giannini e Farina. Lo sfondo è un «diario di guerra: ci dice che a fronte di una guerra simmetrica che vede il virus contro tutti c’è una competizione asimmetrica che vede alleati a cercare soluzioni comuni, competitors a cercare soluzioni che possano anticipare gli altri, alleati che diventano competitors giocando su più tavoli».

Attività ferme senza risorse per la ripresa
Nell’analisi accademica emerge come il futuro «post pandemico sarà quello di un Paese e di un’Unione Europea, ovvero dell'intero globo, con buona parte delle attività ferme e senza risorse per ripartire. In sostanza macchine ferme senza carburante per poter ripartire con proprietari senza soldi per fare il pieno». La domanda allora è una soltanto: «Chi fornirà il pieno di benzina per farlo ripartire e come lo pagherà? Tanti si ricordano di Milton Friedman e il suo elicottero che sorvolava una città inondandola di banconote spesi dai cittadini in un breve arco di tempo rilanciando i consumi e di conseguenza l’economia».

Evitare il ricorso a nuovo debito
«In tanti sbagliando collegano la teoria dell’elicottero di Friedman con gli acquisti illimitati “whatever it takes” di Mario Draghi» osservano i due ricercatori. «Ma l’helycopter money è alternativa al QE, che invece inietta liquidità nel sistema bancario privato ma ha come contropartita titoli e nuovo debito». La soluzione di Friedman «oggi non è contemplabile tra gli strumenti oggi a disposizione delle banche centrali in primis proprio per l’assenza di contropartite».

Soluzioni: le ipotesi possibili
Secondo Giannini e Farina «ammesso che la Bce trovi la deroga per stampare nuova moneta in assenza di una contropartita in titoli e depositi (cosa che, si ribadisce, allo stato attuale non le è permesso), i soldi ai cittadini potrebbero arrivare direttamente nei conti correnti individuali». Oppure è possibile «darli agli Stati nazionali per trasformarli in tagli fiscali (col rischio però di creare una pericolosa commistione tra politica monetaria e politica fiscale e di non dare quella benzina necessaria per una vera e propria ripartenza)».

La falsariga del reddito di cittadinanza
O ancora: «Si potrebbero usare canali o strumenti già esistenti e di architettura italica che potrebbero considerare già risolta la questione. Pensiamo allo schema utilizzato attualmente per il reddito di cittadinanza, con moneta elettronica di fresca emissione caricata su una card personale, con eventuali vincoli di destinazione della spesa». E il documento ipotizza persino il ricorso alla crowd finance».

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