Africa

Sudan, uccisi 3 manifestanti durante le proteste contro il colpo di Stato militare

Lo riferiscono fonti mediche. Il bilancio delle vittime nella manifestazioni anti-golpe salirebbe così a 12. Gli Usa: non accetteremo violenze

Sudan: arresti tra gli oppositori, appello del consiglio di sicurezza Onu

2' di lettura

Le forze di sicurezza del Sudan hanno ucciso tre manifestanti durante le proteste in corso nel Paese contro il colpo di stato militare che ha rovesciato il governo di transizione di Karthoum. Lo riferiscono fonti mediche. Gli organizzatori chiedono il ripristino del governo spodestato dall’esercito e il rilascio degli oppositori finiti in carcere dopo il golpe dello scorso 25 ottobre. «Due manifestanti sono stati uccisi nella città di Omdurman dal consiglio militare golpista» ha scritto in un tweet il Comitato centrale indipendente dei medici del Sudan (The Sudan Doctors Committee), sottolineando che il primo manifestante è stato colpito alla testa e il secondo allo stomaco. Il totale delle vittime nelle manifestazioni anti-golpe, registrate a cadenza quotidiana negli ultimi giorni, salirebbe così a 12, a fronte di almeno 170 feriti.

Gli Usa e la Ue: le violenze non saranno accettate

Le uccisioni, avvenute nella città di Omdurman, segnano il fallimento degli appelli della comunità internazionale a una gestione pacifica delle proteste. Il 30 ottobre migliaia di manifestanti sono scesi in piazza con le bandiere nazionali e slogan come «Il paese è nostro e il nostro governo è civile», marciando a centinaia di migliaia nella capitale Karthoum e in altre località in varie zone del Paese.

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Gli Usa e l’Unione africana avevano avvisato Abdel-Fattah Burhan, il generale alla testa del golpe, che avrebbero considerato la gestione della protesta come un «test» sull’affidabilità della sua leadership e dell’impegno a proseguire nella transizione democratica del paese. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha messo in chiaro che le le forze di sicurezze sudanesi devono «rispettare i diritti umani» e che qualsiasi violenza sarà considerata «inaccettabile» dall’amministrazione americana. Burhan ha assicurato che insedierà presto un governo tecnocratico, ma i movimenti democratici temono che l’annuncio nasconda l’intenzione di formare una squadra composta solo da figure vicine o comunque sottoposte al suo controllo politico.

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