Dopo LA MANOVRA

Sugar e plastic tax. Coca Cola Italia: stop a investimenti e assunzioni

Gli effetti delle due nuove tasse inserite nella Manovra per gli operatori del settore. Ancher per San Pellegrino ci sarà un ripensamento della strategia

di Silvia Marzialetti

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3' di lettura

Un aumento del 60% del costo di approvvigionamento della plastica, che mette a rischio 1.500 lavoratori della filiera a monte (fornitori di materie prime agricole, macchinari, ingredienti), più 568 milioni di nuove entrate che i produttori di chinotti, spume, chinotti, aranciate dovranno versare nei prossimi 27 mesi per adempiere alla sugar tax (58,8 milioni nel 2020, 261,8 milioni nel 2021 e 256 milioni l'anno successivo). Assobibe (l'Associazione italiana industria bevande analcoliche aderente a Confindustria) quantifica l'impatto che plastic e sugar tax (approvate con la Manovra) avranno sulle imprese del settore e la reazione da parte degli operatori (molti dei quali colpiti dalla doppia imposizione) è di forte preoccupazione.

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Gli effetti su Coca Cola Italia: blocco delle assunzioni e investimenti
Il combinato disposto di sugar e plastic tax peserà per 160 milioni su Coca-Cola HBC Italia, il principale produttore e distributore di bevande a marchio The Coca-Cola Company in Italia. A dirlo è Giangiacomo Pierini, Public Affair&Communication Director. Le tasse vanno a colpire le aziende in un momento particolarmente difficile per il mercato: negli ultimi dieci anni il consumo di bibite gassate è calato del 25% soprattutto tra i giovani, il principale target del prodotto e le due tasse dovrebbero produrre un ulteriore calo del 10% sui volumi. Per contrastare il crollo della domanda, Coca Cola ha puntato negli ultimi anni su una diversificazione dell'offerta – come le bibite vegetali, lanciate lo scorso anno – e ha investito 200 milioni in Italia per nuove tecnologie e linee produttive.

Bloccati 49 milioni di investimenti e i piani di assunzione
Gli sforzi di questi giorni (periodo in cui la produzione è al massimo) si concentrano sull'affinamento di una strategia finalizzata alla modulazione dell'aumento dei prezzi, stimato in una forbice tra il 15% e il 20%. Per ora l'azienda ha bloccato 49 milioni di investimenti nel nostro Paese - previsti per il 2020 - e tutti i piani di assunzione. A rischio anche la chiusura dello stabilimento di Marcianise, in Campania, più vulnerabile rispetto allo stabilimento veneto di Nogara - il più grande d’Europa, sul quale sono stati recentemente investiti 30 milioni destinati alla linea asettica - e quello di Oricola, in Abruzzo, che produce solo bevande gassate in Pet. Per il suo marchio Fanta - che 7 mesi fa ha lanciato sul mercato l’aranciata con arance rosse di Sicilia a marchio Igp - l'azienda teme di dover ripiegare sull'acquisto di arance dall'estero e non più dalla Sicilia. Meno impattante sarà l’effetto sui prodotti a marchio Lurisia - la cui acquisizione da parte della multinazionale americana è stata completata il 6 dicembre, con comunicazione alla Borsa di Londra - che rientrano in un segmento premium.

Gruppo San Pellegrino: ripenseremo agli investimenti
Molto preoccupato per la Plastic tax anche il Gruppo San Pellegrino, che stima un calo del 7% sui volumi di acqua minerale e del 14% sulle bibite. “Cercheremo di scongiurare effetti nefasti in termini occupazionali - dice Giorgio Mondovì, Business Executive Officer della Business Unit Italia - anche se le pesanti ripercussioni in termini di volumi ci rendono pessimisti e ci portano a ripensare agli investimenti sui nostri stabilimenti”.

Da Ferrarelle una risposta sostenibile
Punta su una sfida, infine, Ferrarelle .”In linea con la nostra filosofia, puntiamo a realizzare sempre più bottiglie con un 50% di riciclato: la sola risposta sostenibile e a minor impatto ambientale che possiamo fornire oggi”, conclude il direttore generale Alessandro Frondella.

Coldiretti: rischio per l’agroalimentare, misure punitive
La sugar e la plastic tax sono state solo ridotte e rinviate ma, secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, rischiano di colpire duramente il made in Italy agroalimentare diventato la prima ricchezza del Paese con una filiera che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil e offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. L'obiettivo di riduzione della plastica, conclude Coldiretti, va perseguito nell'ottica di una visione strategica con incentivi premianti per lo sviluppo e la ricerca, piuttosto che con misure punitive soprattutto perché per alcune categorie di prodotto non ci sono al momento alternative.

Boccia-Confindustria: critici sulle due tasse che colpiscono i produttori Sulla manovra del Governo “siamo positivi su alcuni aspetti” afferma il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, evidenziando “il fatto che non si è toccato l'impianto di Industria 4.0 e che non è stata aumentata l'Iva”. “Siamo invece critici - ha aggiunto - su altri aspetti, tra cui la plastic tax e la sugar tax perché incide sui fattori e sui prodotti e non sui comportamenti”.

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