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Sugar tax, l’industria delle bibite apprezza il rinvio e spera nell’annullamento

Il Tar del Lazio aveva già ammesso i ricorsi nei giorni scorsi

di Silvia Marzialetti

2' di lettura

«L'ulteriore rinvio dell'entrata in vigore della sugar tax è un'ottima notizia per le imprese, in un momento molto complesso per l'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime da un lato e il ridotto potere d'acquisto dei consumatori dall'altro, a causa dell'inflazione. Auspichiamo però sia solo il primo, fondamentale, passo verso la definitiva cancellazione di una tassa inutile, per gli obiettivi che si era fissata, e dannosa per il tessuto delle imprese e della filiera». Così Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe, interpellato da Il Sole 24 Ore in merito alla sospensione - decisa nella notte dal Consiglio dei ministri durante l’esame della Manovra 2023 - dell’imposta sui prodotti in plastica monouso e sulle bevande zuccherate e che vale 600 milioni di minori entrate.

Dello stesso avviso Luca Busi, amministratore delegato di Sibeg Coca-Cola, il quale ha ricordato come «queste tasse abbiano tenuto col fiato sospeso tantissime piccole e medie imprese, che continuano il loro cammino verso le sviluppo economico, sperando di essere agevolate e non più ostacolate nel loro percorso».

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Nei giorni scorsi anche il Tar Lazio aveva dato un segnale rispetto alla sugar tax, disponendo il rinvio alla Corte Costituzionale dei ricorsi presentati proprio dalla catanese Sibeg di proprietà della famiglia Busi, che da oltre cinquant'anni produce, imbottiglia e distribuisce le bibite del marchio Coca Cola e l’Associazione italiana bibite analcoliche, di cui Pierini è presidente. Dopo aver riunito i due ricorsi, la sezione seconda del Tar Lazio (l’ordinanza è la 14918/2022 ed è stata pubblicata il 14 novembre 2022) ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1 - commi 661-667 - della legge 160/2019, nella parte in cui ha assoggettato ad imposta sul consumo le sole bevande analcoliche ottenute con l'aggiunta di edulcoranti, disponendo la sospensione del giudizio davanti al Tar e ordinando l'immediata trasmissione degli atti alla Consulta.

“Il Collegio - commenta Busi - ha spiegato nelle motivazioni che vi sarebbe violazione del principio di eguaglianza tributaria, in base al quale a situazioni eguali devono corrispondere uguali regimi impositivi. Questione da sempre sollevata da Sibeg, a fronte di una differenziazione di trattamento da parte del legislatore, a supporto della quale non viene fornito alcun criterio oggettivo che possa giustificarla”.Il rinvio del Tar costituisce un passaggio dirimente, dal momento che quella decisa dal Governo nella notte è una sospensione, non una cancellazione dell'imposta. La palla passa ora alla Corte Costituzionale. Busi si dice convinto che “ci darà ragione”.

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