Concessioni

Sui balneari scontro Gentiloni-Salvini. Ecco cosa chiede l’Ue all’Italia sulle spiagge

Il commissario europeo: «Non si può ignorare il regime di competizione». La replica del leader leghista: «Invasione di campo». I ministri della Lega Garavaglia e Giorgetti stanno lavorando con Mariastella Gelmini a un testo dopo il tavolo con gli enti locali. Possibile provvedimento in consiglio dei ministri

Spiagge, balneari perplessi: "Da governo legge chiara per tutelare investimenti e pianificare il futuro"

3' di lettura

Le parole del commissario europeo Paolo Gentiloni in materia di concessioni balneari aprono un caso. Perché se a stretto giro è Matteo Salvini a replicare con i toni più duri, anche altri esponenti nel centrodestra prendono le distanze. I ministri leghisti Garavaglia e Giorgetti stanno lavorando per approntare al più presto un testo da condividere con l’intero esecutivo, su cui con il ministro Mariastella Gelmini hanno incontrato gli enti locali. E non è escluso che un provvedimento possa essere esaminato oggi, venerdì 11 febbraio, in Consiglio dei ministri.

Gentiloni: riassegnare concessioni con gare

Sul tema delle concessioni balneari la soluzione che la Commissione Ue indica da tempo «è semplice, ovvero riassegnare tramite gare tenendo conto di professionalità e investimenti fatti finora ma senza favorire soggetti rispetto ad altri». Per il commissario Ue «essendo il turismo così importante per un Paese come l’Italia, è molto importante investire e farlo con capacità di sfruttare al massimo quelle che sono le concessioni balneari, quindi queste concessioni vanno riassegnate attraverso meccanismi di gara. Non significa ignorare il lavoro fatto, gli investimenti fatti, le ricadute sociali della riassegnazione, ma contemporaneamente non si può ignorare il fatto che siamo in un regime di competizione e ci possono essere investitori che di questo patrimonio fanno un uso migliore».

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Salvini: indegna invasione campo, no alla svendita

Non si fa attendere la risposta del leader del Carroccio. «Indegna invasione di campo anti-italiana da parte di un commissario europeo nominato dall’Italia. Letta che dice?» è l’affondo del leader della Lega, Matteo Salvini. « Il Pd che dice ai 30mila imprenditori e ai 300mila lavoratori che rischiano di perdere lavoro e anni di sacrifici? La Lega, i suoi ministri e i suoi parlamentari stanno lavorando per una soluzione che, nel rispetto delle regole, non permetta la svendita delle spiagge italiane».

Tajani: tutelare imprese da interessi extra italiani

«È stato commesso un errore quando è stata formulata la Bolkestein (direttiva sui servizi del mercato interno, ndr), applicarla senza individuare soluzioni che tutelino le imprese sarebbe un grave errore». Così l’europarlamentare e coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, incontrando la stampa a Bruxelles. «Il Consiglio dei ministri domani non affronterà la questione», ha spiegato Tajani mettendo in guardia contro il rischio che «la mafia russa o cinese possa comprare spazi di litorale italiano» in assenza di «gare senza regole precise». «Siamo tutti quanti al lavoro per trovare una soluzione che tuteli le imprese balneari italiane», ha aggiunto Tajani, sottolineando la necessità di «bilanciare il rispetto di una regola la cui validità è stata ribadita da una sentenza», e la tutela di «un mondo imprenditoriale che ha investito tanto e che non può essere travolto da interessi extra italiani».

Anche il senatore azzurro Maurizio Gasparri fa sentire la sua voce critica. «Con tutti i problemi che ha sulle spalle, il commissario europeo Gentiloni trova anche il tempo per affermazioni sbagliate e dannose contro le imprese balneari. Dicendo corbellerie rende difficile anche l’azione di chi cerca soluzioni serie per tutelare imprese italiane che hanno, chi sa perché, nemici come Gentiloni. Si occupi di quel che gli compete e eviti invasioni di campo».

Il tavolo con gli enti locali

Al tavolo di confronto tra il governo, le Regioni, l’Anci e l’Upi si sono misurate le diverse posizioni con il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini impegnata in prima linea a costruire un punto di mediazione. C’è l’impegno da parte del governo «a trovare soluzioni adeguate da mettere in campo per salvaguardare gli operatori del settore, giustamente preoccupati, per i funzionari pubblici, che devono operare con regole precise, e allo stesso tempo per non incorrere in procedure di infrazione europee». L’esecutivo, secondo quanto assicurato dal ministro, «avanzerà una proposta e prima del Consiglio dei ministri che deciderà sulla vicenda delle concessioni demaniali sarà mia cura convocare un nuovo incontro».

Sulle spiagge uno scontro con l’Ue che dura da 15 anni

Un compromesso, quello della mappatura finalizzata a una maggiore trasparenza, che si inserisce in un dossier, quello delle concessioni balneari, che da 15 anni è al centro di un braccio di ferro tra la Commissione europea e l’Italia, tra Bruxelles e Roma. Anche se è dagli anni Novanta che si discute di una riforma del settore. Lo scontro si sviluppa a partire dalla direttiva comunitaria 123/2006, la cosiddetta “direttiva Bolkenstein”, che obbliga a bandire gare per concedere beni pubblici. Le spiagge sono considerate tali, ma l’Italia frena. Roma ha difeso il sistema del rinnovo automatico e la Ue quello delle gare aperte a tutti i concorrenti europei.

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