la precisazione

Sui conti delle società nessun allarmismo da Covid-19

Sui conti delle società nessun allarmismo da Covid-19 Assonime fornisce precisazioni rispetto alle indicazioni dell'Esma su informazione continua relativa per il Market abuse e per i bilanci

di Antonio Criscione

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Sui conti delle società nessun allarmismo da Covid-19 Assonime fornisce precisazioni rispetto alle indicazioni dell'Esma su informazione continua relativa per il Market abuse e per i bilanci


3' di lettura

Il coronavirus nel conto delle aziende. Ma senza allarmismi. Assonime, l’associazione fra le società per azioni, ha pubblicato una precisazione sulla nota dell'Esma dell'11 marzo scorso, che a sua volta conteneva alcune linee-guida di comportamento per le società rispetto all'impatto del Covid-19. Le indicazioni di Assonime riguardano sia il tema della comunicazione continua al mercato che delle informazioni che devono essere contenute nella nota integrativa, che comunque, pure accompagnando il bilancio del passato esercizio, deve dare conto della situazione attuale.

E il messaggio di Assonime è che Esma non ha fissato nessun nuovo obbligo, ma ha solo indicato come vanno date, nelle circostanze attuali, le informazioni già previste dalle regole in tema di Market Abuse e di bilancio. L'associazione delle società quotate, insieme a Confindustria, ha poi reso note anche le risposte date alla Consob per la consultazione sulle nuove regole sulle quote rosa previste dalla legge di Bilancio approvata a dicembre 2019.

Coronavirus e conti delle società
Le informazioni che vanno date devono riguardare i fondamentali, le prospettive o la situazione finanziaria, ma solo quando «tali informazioni siano pertinenti (relevant) e significative (significant), in accordo con gli obblighi informativi definiti dalla Mar». Proprio per il richiamo alla Mar «è ragionevole ritenere», spiega Assonime, che gli obblighi richiamati dall'Esma «non siano ulteriori rispetto a quelli già previsti da tale disciplina». Con due conseguenze importanti: le informazioni vanno date se: «Sono tali da influenzare direttamente e in misura significativa i loro fondamentali, le loro prospettive o la loro situazione finanziaria». Ma poi le notizie vanno rese al mercato se «hanno le altre caratteristiche che devono avere le informazioni privilegiate, prima fra tutte quella della precisione, cioè quando l'informazione è sufficientemente specifica da permettere di trarre conclusioni sul possibile effetto sui prezzi degli strumenti finanziari della società». In pratica occorre informare il mercato, non mettere la società nella situazione di dare informazioni che creerebbero allarme, senza avere le caratteristiche richieste dalla norma.

Anche per quanto riguarda la nota integrativa vale lo stesso criterio di rilevanza per quanto riguarda le circostanze che vengono segnalate. Anche in questo caso la raccomandazione, secondo Assonime, si limita a ribadire la necessità di fornire le informazioni già richieste secondo la disciplina di riferimento. «La raccomandazione chiarisce che la valutazione degli impatti del Covid-19 contiene elementi quantitativi solo ‘per quanto possibile' e sulla base degli elementi a disposizione al momento dell'approvazione del progetto di bilancio e della relazione semestrale da parte dell'organo di amministrazione». Se il bilancio è 2019 è già stato approvato, la prima relazione infrannuale successiva sarà utilizzata a questo fine.

Le quote rosa

Le incongruenze dell'ultima legge finanziaria, che ha elevato al 40 per cento le cosiddette quote rosa, sono una delle “croci” delle società quotate e delle loro associazioni in questo periodo. In questo caso Assonime e Confindustria rispondono direttamente a una consultazione Consob, segnalando due punti critici: i criteri degli arrotondamenti e come vadano intesi i sei mandati per i quali si applicano le nuove regole. Consob nel suo documento sul tema prospetta la possibilità di arrotondamenti sempre per eccesso. In pratica siccome non è possibile che ci sia una spece di consigliere (o sindaco) dimezzato, o affettato secondo altri criteri proporzionali, occorre arrotondare all'unità il risultato che il 40 per cento dà rispetto al numero dei consiglieri o dei sindcai. Assonime e Confindustria invece dell'arrotondamento sempre per eccesso suggeriscono di utilizzare i criteri consueti dell'arrotondamento, che se inferiori alla metà, possono essere anche per difetto.

La nuova norma poi prevede la sua applicazione per 6 mandati, che per le associazioni degli imprenditori andrebbero calcolati includendo i tre già previsti dalla precedente normativa (la legge 120 del 2011, arrivata ora scadenza), secondo quanto si ricaverebbe anche dai lavori parlamentari. Consob invece sembra orientata per interpretare i sei mandati come ancora tutti da fare. Sembrano questioni di poco rilievo, ma possono creare seri grattacapi alle società interessate.

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