le conversazioni in rete

Sui social le tre ondate pro e contro Silvia Aisha Romano

Netta la polarizzazione delle conversazioni sulla cooperante italiana liberata dopo 18 mesi di progionia. Muro contro gli haters

di Marco lo Conte

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Nella foto Ansa, Silvia Romano appena giunta allàaeroporto di Ciampino, insieme ai familiari, al premier Conte al ministro degli Esteri Di Maio

Netta la polarizzazione delle conversazioni sulla cooperante italiana liberata dopo 18 mesi di progionia. Muro contro gli haters


2' di lettura

Gioia, dietrologie, lacrime, faziosità, aggressività verbale. Sui social si è visto di tutto nelle 48 ore successive all'annuncio della liberazione di Silvia Romano. Dal tweet del premier Conte in poi la rete si è scatenata con picchi di commozione per il ritorno a casa della ragazza milanese, alternati alle supposizioni sul riscatto pagato ai suoi sequestratori e alle polemiche sulla sua conversione all'Islam. I social si confermano con questo dibattito un vero e proprio territorio di scontro e di polarizzazione delle posizioni, in perfetto stile Orazi/Curiazi digital.

Milioni le conversazioni sui social media nei due giorni successivi l'annuncio della fine del sequestro di Silvia Romano, con punte di citazioni al momento dell'annuncio del premier e successivamente al suo arrivo a Ciampino.

Prima con l'arrivo a Ciampino, poi nella serata di domenica le interazioni sulla giovane cooperante italiana si sono nuovamente impennate quando i talk show serali hanno innescato la polemica sulla sua conversione. #Aisha è diventato trend topic insieme a #convertita, scatenando una disfida social molto netta tra chi difendeva la scelta religiosa di Romano e chi invece l'accusava di essere passata dalla parte del “nemico”. Da segnalare la concomitante impennata dell'hashtag #SindromediStoccolma, a indicare la sottomissione psicologica della sequestrata ai suoi sequestratori.

Le tre ondate

La vicenda sui social ha vissuto in sostanza tre ondate: la prima in cui ha prevalso il momento della gioia per la liberazione della ragazza; una seconda ondata è stata caratterizzata dai commenti social in cui si sono sottolineati i punti oscuri della vicenda: l'ammontare del riscatto, il ruolo di intelligence di paesi come la Turchia, fino a discutere della conversione e della scelta del nome musulmano, Aisha, sposa prediletta di Maometto, cui è andata in moglie quando aveva sei anni. Successivamente, nella terza ondata, ha prevalso un muro a difesa della giovane milanese, contro chi criticava, in particolare, la sua decisione di convertirsi all'Islam e a cambiare nome.

Entrando nell'analisi dei dati di traffico, Datamediahub rileva come su Facebook si siano registrati in poco meno di 48 ore circa 19mila post su pagine e gruppi della piattaforme, per complessivi 6 milioni di interazioni. Analogo il discorso su Instagram dove le interazioni sono state 2,3 milioni.

Prevale la positività

«A livello qualitativo - sottolinea Pier Luca Santoro, project manager d Datamediahub -, pur prevalendo la forte polarizzazione delle posizioni sulla vicenda, appare evidente la prevalenza di un sentiment positivo per la liberazione di Silvia Romano, anche se inficiato dalla rabbia nei confronti degli haters».

La piattaforma Talkwalker ha monitorato su Twitter i top trend di queste ore riguardanti la liberazione della giovane milanese tra cui spiccano #silviaromano, #silviaromanolibera, #bentornatasilvia, #bentornatasilvia, #liberazione, #convertita, #aisha, #silvialibera. Come sempre, sui social le dichiarazioni vengono fatte slittare nel loro significato in modo strumentale o ironico:

Da sottolineare le decine di migliaia di like (oltre alle condivisioni) che hanno caratterizzato il post di Vittorio Sgarbi su Facebook in cui chiedeva l'arresto di Silvia Romano, assimilando la sua conversione all'Islam ad un'affiliazione al terrorismo.

Ma è rilevante, come detto, il numero di tweet a difesa della scelta di Silvia, anche per quanto riguarda la decisione di cambiare il nome in Aisha:


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