nota del centro studi

Sul Covid risposte “lente e frammentarie”, Confindustria fa irritare il Governo

Secondo i ricercatori l' Italia ha reagito alla pandemia con forte ritardo, adottando “il primo provvedimento organico a carattere nazionale 23 giorni dopo aver registrato i primi 100 casi di Covid-19”

di V.N.

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Secondo i ricercatori l' Italia ha reagito alla pandemia con forte ritardo, adottando “il primo provvedimento organico a carattere nazionale 23 giorni dopo aver registrato i primi 100 casi di Covid-19”


3' di lettura

Risposte diverse - tutte tempestive tranne la nostra - allo stesso problema. Per far fronte alla drammatica crisi economica e di liquidità delle imprese iniziata con l'emergenza coronavirus gli Usa e i Paesi europei hanno adottato “politiche di bilancio discrezionali espansive”. Sul fronte della Sanità, della tenuta del tessuto produttivo e per la salvaguardia del reddito delle famiglie e il sostegno della domanda. Non così l'Italia, che ha reagito alla pandemia con forte ritardo, adottando “il primo provvedimento organico a carattere nazionale 23 giorni dopo aver registrato i primi 100 casi di Covid-19”. Più di tre settimane: agli Usa sono bastati 15 giorni, 12 in Francia e 8 in Germania “per la medesima reazione”.

Mise e Mef: dati “incompleti e fuorvianti”

Parte da qui la Nota con cui il Centro Studi di Confindustria demolisce la risposta del Governo Italiano alle ricadute economiche del contagio. E scatena una reazione stizzita dei dicasteri economici Mise e Mef, che in una nota congiunta equiparano in pratica il documento a una fake news perché basato su “dati ormai superati, incompleti e fuorvianti”.

La maggioranza disunita e il “ritardo cronico” del Governo

In quasi trenta pagine dal titolo eloquente “Consistenti le risposte di bilancio dei paesi all'emergenza Covid-19: in Italia lenta e frammentata”, il Cs dell’associazione degli industriali mette sul banco degli imputati Palazzo Chigi e la sua “difficoltà politica di trovare l'accordo tra le forze della maggioranza” e il “ritardo cronico”, con cui ha gestito l'emergenza. Nel mirino, in particolare, l'”enorme complessità dei provvedimenti legislativi” (tra decreti, Dpcm e circolari) che si sono susseguiti negli ultimi mesi. E le “difficoltà operative” della nostra Pa, che ha alimentato la burocrazia invece di bypassarla.

La corsa degli Stati a erogare aiuti

Tutt'altro approccio negli altri Paesi Ue. La Germania, ricorda il CsC, “ha erogato oltre 13 miliardi di euro di aiuti a piccole imprese e autonomi (in circa due mesi) contro i 4,7 della Francia (in poco più di 2 mesi) e i 2,4 dell'Italia (per il solo mese di marzo e solo alle partite Iva)”. Per far fronte all'emergenza liquidità “il Governo americano in meno di due mesi ha erogato 512 miliardi di dollari di prestiti (a oltre 4,5 milioni di beneficiari); la Germania, in due mesi e mezzo, circa 47 miliardi di euro (quasi 63mila beneficiari); la Francia, in poco più di due mesi, oltre 88 miliardi (478mila beneficiari); l'Italia, tramite il Fondo di Garanzia, in tre mesi, quasi 34 miliardi (circa 646mila domande) e, tramite la Garanzia Italia-Sace, in due mesi e una settimana, solamente 718 milioni (75 beneficiari)”.

Impulso fiscale sopra la media Ue

Analizzando i programmi di stabilità presentati dai Paesi europei, tra diversi altri aspetti presi in esame dal Csc, “l'ammontare dell'impulso fiscale adottato in Italia è inferiore a quello della Germania (4,5 punti di Pil del 2019) ma sopra alla media Ue (3 punti): 4,2 punti contro 1,7 della Francia e 0,7 della Spagna”. Sulle misure per la liquidità “l'Italia primeggia con un ammontare massimo potenzialmente utilizzabile pari a circa 37,8 punti di PIL (la media Ue è di 20,6 punti), seguita da Germania (27,8), Francia (15,9) e Spagna (10,1)”.

Mise e Mef: sussidi italiani superiori a quelli francesi

Le cifre analizzate dal documento CsC sono contestate dal Governo. Come sussidi, contrattaccano Mise e Mef, “in realtà l'Italia ha erogato quasi 6 miliardi a quasi 5 milioni di persone per tutte le indennità di marzo e aprile, quindi più della Francia”. L'Esecutivo ricorda poi “il bonus affitti, lo sconto sulle bollette, l'abbuono Irap di giugno e dalla prossima settimana le erogazioni dei contributi a fondo perduto”; Per i due ministeri “quanto alla liquidità nel confronto Confindustria omette i 277 miliardi totali della moratoria su crediti e mutui”. E aggiungono: “Il primo decreto contenente 'misure urgenti di sostegno per famiglie lavoratori e imprese' risale al 2 marzo, a 10 giorni dal primo caso accertato in Lombardia”; riconoscono poi che “alcune misure hanno riscontrato criticità nei tempi di attuazione, prima fra tutte la Cassa integrazione in deroga”.

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