Raggiunto accordo politico

Fisco, le aliquote Irpef diventano quattro: 23, 25, 35 e 43%

Il viceministro al Mise Pichetto: taglio Irpef e Irap strutturali, non solo 2022

Manovra, Bankitalia: per Irpef agire su detrazioni-bonus-aliquote

3' di lettura

Trovata l’intesa tra i partiti al tavolo sul Fisco del Mef. Le aliquote scendono da cinque a quattro: 23% fino a 15mila euro, 25% fino a 28mila, 35% fino a 50mila e 43% sopra. «C’è l’accordo politico ad agire sulle aliquote Irpef. E altrettanto vale per un ragionamento sull’Irap che vede una scelta verticale, partendo dalle 850mila persone fisiche, autonomi e ditte individuali, aggiungendo eventualmente le start up. Questo è l’accordo politico, ora Franco (il ministro dell’Economia, ndr) ne deve parlare con Draghi, noi con i nostri partiti e poi rivederci». È quanto ha spiegato il viceministro al Mise Gilberto Pichetto al termine del tavolo sulla riduzione della pressione fiscale che si è tenuto nella mattina di giovedì 25 novembre al Mef. In particolare, le aliquote Irpef scendono da 5 a 4, con la cancellazione di quella al 41% e con il taglio di 3 punti di quella al 38% che passa al 35%.

La nuova progressione

La nuova progressione prevede il 23% fino a 15mila, come ora, il 25% fino a 28mila, il 35% fino a 50mila e il 43% per i redditi superiori. Sulla no tax area si valutano piccole modifiche. Anche le detrazioni verranno ’riprofilate’ e questo, viene riferito, porterà ad un vantaggio anche per i redditi sopra i 50mila euro. Con una nuova curva delle detrazioni che assorbe il bonus Renzi-Gualtieri e assicura vantaggi a tutte le fasce di reddito

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Taglio Irpef e Irap strutturali, non solo 2022

Pichetto ha spiegato che la riforma dell’Irpef e il taglio dell’Irap sono entrambe «un primo passo strutturale, non solo per il 2022»». E che si resta «entro gli 8 miliardi» a disposizione sul tavolo.

Sette miliardi al taglio dell’Irpef

Degli otto miliardi che il disegno di legge di bilancio ora all'esame del Senato ha stanziato nel fondo taglia tasse, ben sette saranno assorbiti dalla nuova curva dell'Irpef. Sull'Irap l'accordo è ancora in corso di perfezionamento. L’intesa sarà poi introdotta con un emendamento del Governo alla manovra.

Stando alle indicazioni di Pichetto, dunque, tra le due ipotesi - una che abolisce la tassa sulle imprese in base alla forma giuridica (taglio verticale) e una che fissa una soglia di fatturato sotto cui far scattare l’esenzione (taglio orizzontale) - si punterebbe sulla prima. Le risorse che servirebbero oscillano tra i due e i due miliardi e ottocento milioni.

Confindustria, accordo su fisco suscita forti perplessità

L’intesa politica, che sarà sottoposta al presidente del Consiglio Draghi, è stata bocciata da Confindustria. «Se la bozza d'intesa tra partiti di maggioranza in materia fiscale dovesse essere confermata, saremmo in presenza di scelte che suscitano forte perplessità perché senza visione per il futuro dell'economia del nostro Paese». Così Confindustria commenta l’accordo politico raggiunto sul taglio della pressione fiscale finanziato in Manovra. «L'intervento in Legge di bilancio dovrebbe concentrarsi sulle vere priorità capaci di generare aumenti stabili del Pil, gli unici in grado di garantire la sostenibilità del nostro debito ed evitare futuri prelievi sui contribuenti ben più onerosi dei benefici che oggi si concedono». L’associazione datoriale chiede che il Governo «convochi al più presto le parti sociali».

In commissione Finanze voto sugli emendamenti al dl fisco - lavoro

Intanto in commissione Finanze del Senato si votano gli emendamenti al dl fisco-lavoro, collegato alla manovra: i relatori ne hanno presentato uno per destinare 990 milioni di risorse agli enti locali (incluso un fondo da 660 milioni per le spese sanitarie delle Regioni) e un altro che dà una stretta alle possibilità di ricorso da parte dei contribuenti destinatari di una cartella di pagamento che ritengono non sia mai stata notificata. Il governo ha presentato un emendamento per travasare nella manovra il contenuto del decreto anti-frodi sui bonus edilizi, approvato nei giorni scorsi.

Misiani (Pd): benefici di almeno 700 euro per i ceti medi

«Siamo molto soddisfatti. L’ipotesi di accordo concentra le risorse sull’Irpef, come chiedevamo, e aiuta innanzitutto chi oggi paga gran parte dell’imposta: dipendenti, pensionati, ceto medio, con benefici che possono superare i 700 euro annui per alcune fasce di contribuenti del terzo scaglione Irpef, attualmente compreso tra 28 e 55 mila euro”. Così il responsabile economico del Pd Antonio Misiani, interpellato telefonicamente. “Sull’Irap abbiamo discusso a lungo se tagliare in modo orizzontale o verticale, alla fine abbiamo deciso per l’abolizione per le sole persone fisiche”, aggiunge

Manovra, Draghi riceve i capigruppo

In vista della discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al ministro dell’Economia Daniele Franco e al ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà, incontrerà la prossima settimana a Palazzo Chigi i capigruppo parlamentari - sia Camera sia Senato - e i capi delegazione delle forze politiche di maggioranza. Lunedì 29 alle 17.30 inizierà il Movimento 5 Stelle, il 30 alle 12 toccherà alla Lega, il 15.30 Fi, alle 17.30 il Pd. L’1 dicembre sarà la volta di Coraggio Italia alle 12, alle 15.30 Italia Viva e alle 17.30 Leu.

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