DOPO L’EMERGENZA

Sul gatto delle nevi tra le nevi d’Abruzzo

di Leopoldo Gasbarro

3' di lettura

Questa mattina sveglia all'alba, anzi prima. Alle 6 con Bonaventura Margadonna (per noi tutti è l'amico Venturino) e Niko Romito eravamo già pronti ad avventurarci sul gatto delle nevi del consorzio Sky Pass Dell'Alto Sangro.
C'è tanta neve. Ed è fantastica per sciare.
Ma sciare su neve splendida ed in perfetta sicurezza rappresenta il massimo che gli appassionati possano chiedere ad un territorio. L'Abruzzo è anche questo, soprattutto questo, è anche organizzazione, cura dei particolari e in questa zona si è raggiunta una specializzazione unica.

Nel “Gatto” l'aria è calda, mentre fuori ci sono dieci gradi sotto lo zero.
Siamo agganciati con le cinture di sicurezza.
Sembra di essere su uno space shuttle, pronti ad essere sparati tra le stelle.
E' un effetto da provare.
Vale l'alzataccia che abbiamo fatto.

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Noi ci godiamo la vista mentre in tanti operano come formiche per rendere unica la giornata di chi scierà su queste piste che hanno accompgnato la mia infanzia e non solo.

Venturino misura, osserva, verifica che i dati siano ideali.
Effettuare un controllo sistematico e pluri-quotidiano del sistema nevoso è fondamentale per assicurare la massima sicurezza a chi scia su un comprensorio e su piste fantastiche. Mentre il “Gatto” sale arrampicandosi grazie anche ad un ancoraggio ad un filo d'acciaio su una parete quasi verticale, Venturino, tra l'altro valangologo di professione, ci spiega come la prevenzione avrebbe potuto e può evitare sciagure come quella di Farindola. Mentre lui osserva neve e territorio io e Niko ci godiamo l'esperienza unica e aspettiamo che faccia giorno.

Gli interventi compiuti sul territorio hanno creato un sistema di sicurezze unico nel suo genere ed all'avanguardia sia dal punto di vista della competenza, sia da quello della capacità d'intervento preventivo.

Un presidio costante con la presenza di un valangologo, il sistema Gazex, l'analisi stratigrafica del manto nevoso, un bollettino niveometereologico quotidiano, una serie di opere fisse (barriere elastiche e paravalanghe) per rafforzare l'attività “passiva” di controllo del rischio.

Il Consorzio Skipass Alto Sangro dispone da quasi trent'anni di protocolli severi e professionalità di altissimo livello che lavorano costantemente per ridurre il rischio valanghe sugli oltre 100 chilometri di piste del comprensorio.
Studi ed esperienze (Aineva e Servizio valanghe italiano) in nivologia e fenomeni valanghivi a Davos e Grenoble, che dal 1990 si occupa di garantire la sicurezza di migliaia di sciatori che ogni anno scendono in pista nel comprensorio più grande dell'Appennino.

“Il lavoro di controllo e il monitoraggio del manto nevoso che ogni giorno portiamo avanti è la risposta migliore alla domanda di sicurezza che, dopo gli ultimi fatti di cronaca e dopo le abbondanti precipitazioni, si è fatta ancora più forte - ci spiega Venturino– ogni mattina, prima dell'apertura degli impianti di risalita, diffondiamo un bollettino al termine di un'attenta analisi della situazione. Durante l'intera giornata teniamo sotto controllo il processo di trasformazione della neve, in particolare nei periodi in cui c'è vento e si registra un forte rialzo delle temperature. Proprio per questo alle previsioni facili, abbiamo sempre preferito lo studio e l'analisi dettagliata di tutti questi fattori”.

Il Consorzio Skipass Alto Sangro ha adottato una strategia di riduzione del rischio valanghe impostata su due pilastri che vede il coordinamento costante tra il direttore della stazione, quello delle piste e il responsabile della sicurezza. “Ci sono le opere attive come il sistema Gazex con il quale, in determinate condizioni e in alcune zone, provochiamo dei distacchi dinamici della neve. E poi ci sono le opere passive come le barriere elastiche che ci aiutano molto nella prevenzione. Su alcuni tracciati dove la pendenza supera il 60 per cento, viene spesso attivato anche un sistema di battitura cingolata delle piste che rappresenta un' ulteriore precauzione. “Per noi la sicurezza degli sciatori in pista è una priorità assoluta proprio per questo il Consorzio ha creduto e investito nel progetto “Sae” che rappresenta la novità più interessante degli ultimi anni per aumentare al massimo il tasso di sicurezza degli sciatori”.

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