Premio Altagamma

Sul lago d’Orta l’hotel per rallentare il tempo

Casa Fantini nasce come segno di riconoscenza verso l'acqua e il territorio

di Carlo Andrea Finotto

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La vista dell'isola di San Giulio, in mezzo al lago d'Orta, da una delle camere dell'hotel Casa Fantini, a Pella (in provincia di Novara)

Casa Fantini nasce come segno di riconoscenza verso l'acqua e il territorio


3' di lettura

L’acqua. L’acqua è una presenza costante e totalizzante per la gente del lago. Ne scandisce la vita, crea un legame indissolubile. Nel Cusio poi, sul lago d’Orta, questo legame è particolare, quasi ambiguo: l’acqua è l’ingrediente fondamentale del successo di un distretto le cui industrie da generazioni sviluppano e portano all’estremo la tecnologia dei rubinetti, pensati per “imbrigliare”, regolare e miscelare quella stessa acqua.

C’è, quindi, anche il senso di riconoscenza verso l’acqua e l’ambiente del lago nella decisione da parte di Daniela Fantini, ceo di Fantini Spa (azienda di famiglia fondata nel 1947), di dare vita a Pella, sul lago d’Orta, a un concept hotel a 5 stelle, che nei giorni scorsi ha vinto il premio Imprese giovani nella categoria Hotellerie & Wellness, istituito da Altagamma (l’associazione che rappresenta le imprese italiane del lusso).

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Dietro alla nascita di Casa Fantini, però, c’è anche dell’altro. In primo luogo ci sono «lo spirito del luogo, e la voglia di restituire qualcosa a un territorio che ci ha dato tanto» dice Daniela Fantini, ci sono i suoi ricordi da bambina: come le gita in barca a remi da Pella a Orta con la Nunziadin per andare al mercato, o la torta di mele che il Carletto faceva per il compleanno di suo padre. Ricordi che evocano quel “tempo del lago” cui l’hotel si ispira.

E poi ci sono persone particolari: l’architetto Piero Lissoni, scelto per la condivisione degli ideali e per il rapporto consolidato con l’azienda – «Ha progettato la nuova sede e gli show room di Milano e New York» ricorda la ceo –, e Massimo Ianni che «consigliato dallo stesso Lissoni ha seguito l’idea dell’hotel sin dall’inizio», precisa Daniela Fantini, con la sua società, Massimo & partners che si occupa di startup di hotel concettuali.

Il concept hotel sul lago d'Orta

Il concept hotel sul lago d'Orta

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Massimo Ianni ha lavorato sempre a stretto contatto con la proprietà per concretizzarne le idee e riuscire a riflettere nella struttura lo spirito del territorio, il genius loci. «Volevamo trasmettere il senso dell’ospitalità, della creatività della gente del luogo e valorizzare questa parte di lago estremamente suggestiva».

L’obiettivo – spiega Ianni – è indurre i clienti a «prendersi il tempo di vivere il lago e frenare la corsa quotidiana della vita per dare valore alle cose concrete e genuine e apprezzare la relazione tra gli spazi e l’ambiente circostante». Un messaggio rivolto sia agli ospiti normali, sia a quelli business. L’hotel, sottolinea Daniela Fantini, è infatti «anche uno strumento di marketing, allo stesso tempo trait d’union tra lago, territorio e azienda e un modo per far conoscere direttamente il nostro prodotto».

La struttura è stata inaugurata nel 2017 e durante la stagione che va da maggio a ottobre vede una prevalenza della clientela internazionale soprattutto nei mesi estivi. Poche le camere, appena undici, per scelta. La filosofia del progetto ha portato a privilegiare «il rapporto umano, il tipo di servizio, la formazione personale, la flessibilità» chiarisce Massimo Ianni. Caratteristiche che hanno consentito alla struttura di assorbire il contraccolpo di un anno caratterizzato dalla pandemia di coronavirus. «La stagione è stata inevitabilmente più corta – dice Ianni – ma quando siamo stati aperti la risposta è stata molto elevata».

A dispetto del tempo “sospeso” a causa del covid-19, intanto Casa Fantini stringerà ancora di più il proprio legame con l’ambiente e con il lago: è in programma un terrazzo completamente in vetro con zona relax e una barca a disposizione degli ospiti, una versione XXI secolo di quella della Nunziadin. «Sono alla ricerca di una barca ecologica, spaziosa, in linea con il nostro progetto e in sintonia con il territorio» rivela Daniela Fantini. Quando l’avrà trovata sarà un’altra chiave per scoprire il territorio e il lago intorno al quale si sviluppa il più importante distretto al mondo della rubinetteria.

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