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Sul mercato del petrolio è già passata la paura: prezzi ancora in calo

Le quotazioni del greggio dopo l’impennata di lunedì sono scese per la seconda seduta consecutiva: Brent e Wti hanno perso circa il 2%, portandosi rispettivamente sotto 64 dollari e intorno a 58 dollari

di Sissi Bellomo


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1' di lettura

Le tensioni in Medio Oriente si fanno sempre più acute, il petrolio saudita è ancora lontano dal pieno recupero e per di più la Federal Reserve ha di nuovo tagliato i tassi di interesse. Ma le quotazioni del greggio dopo l’impennata di lunedì sono scese , per la seconda seduta consecutiva: Brent e Wti hanno perso circa il 2%, portandosi rispettivamente sotto 64 dollari e intorno a 58 dollari.

A favorire il ribasso sono intervenute le statistiche settimanali sulle scorte Usa, che hanno mostrato un imprevisto accumulo di 1,1 milioni di barili il greggio (ma non Cushing, dove i serbatoi continuano a svuotarsi grazie all’apertura di nuove pipeline). In aumento anche le benzine (+0,8 mb) e i distillati (+0,4 mb): una frenata delle raffinerie è stata più che compensata da maggiori importazioni.

La tendenza ribassista non è stata alterata dalle accuse dirette che ormai sia gli Usa che l’Arabia Saudita lanciano contro l’Iran per gli attacchi di sabato contro gli impianti di Aramco.

Il mercato evidentemente si fida delle rassicurazioni sulla capacità di recupero del petrolio saudita, anche se restano molti dubbi. Un fiducia cieca, più forte (per il momento) della paura per il rischio di ulteriori attentati o peggio ancora di conflitti nell’area.

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