ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùquasi amici/2

Sul Piemonte si gioca la partita finale tra Salvini e Berlusconi

di Barbara Fiammeri


default onloading pic
Da sinistra a destra, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini (imagoeconomica)

2' di lettura

L’appuntamento non è stato ancora fissato. Ma la scelta del candidato sostenuto da Lega, Forza Italia e FdI per il Piemonte è ormai questione di giorni. Una decisione che va al di là della sfida per la guida della Regione perché da questa scelta passa anche la sopravvivenza o meno della coalizione del centrodestra così come l’abbiamo conosciuta.

Il patto siglato tra Salvini, Berlusconi e Meloni ormai mesi fa prevedeva che il candidato per il Piemonte fosse di Fi. Il nome anche è noto, si tratta dell’europarlamentare azzurro Alberto Cirio. Ma nella Lega la scelta non viene più data per scontata. Il partito di Salvini vorrebbe sostituire il candidato forzista con un nome della società civile, l’imprenditore Paolo Damilano.

Non è la prima volta che decisioni già prese vengono rimesse in discussione. In alcuni casi i partiti del centrodestra sono arrivati perfino a presentarsi divisi (come in occasione dell’elezione per il sindaco di Roma). L’attuale contesto però è ben diverso. Per Salvini il centrodestra come coalizione a livello nazionale non esiste più. Il leader della Lega scommette sul logoramento dei vecchi alleati e in particolare di Forza Italia. Berlusconi lo sa bene e per contrastare questo disegno si è impegnato direttamente nella campagna elettorale delle regionali in Abruzzo, Sardegna e Basilicata.

È vero, come non manca di sottolineare l’anima critica forzista guidata da Giovanni Toti, che il partito continua a perdere consensi, ma è altrettanto indiscutibile che, numeri alla mano, in tutte e 3 le regioni dove si è votato l’apporto fornito da Forza Italia (e da FdI) è stato decisivo per la vittoria.

Ma in Piemonte potrebbe non essere così. Perché a differenza dei precedenti appuntamenti elettorali la Lega stavolta gioca in casa, in una regione del Nord, l’ultima che manca all’appello per l’en plein. La tentazione di correre da soli o anche solo assieme al partito di Giorgia Meloni è forte. Anche perchè avverrebbe in concomitanza con le elezioni europee che si terranno nello stesso giorno delle regionali. Uno strappo che sancirebbe la rottura definitiva con il Cavaliere, la sostituzione del centrodestra con la sola destra. Certo Berlusconi potrebbe decidere di fare buon viso a cattivo gioco e accettare il cambio in corsa del candidato. Ma nel partito verrebbe interpretata come una resa e darebbe il via al liberi tutti proprio durante la campagna elettorale per le europee alla quale l’ex premier ha detto di voler partecipare da candidato.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti