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Sul tavolo del Consiglio europeo il nuovo budget Ue: per l’Italia meno 4,7 miliardi dai fondi Pac

È l’esordio dell’esecutivo giallo rosso al vertice di Bruxelles. La Commissione europea ha chiesto ai leader Ue di raggiungere un’intesa in Consiglio entro la fine di quest’anno ma le distanze tra gli Stati membri rendono più probabile un accordo nel secondo semestre del 2020, sotto la presidenza tedesca

di Andrea Carli


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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (nella foto imagoeconomica con la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen) partecipa al Consiglio europeo

3' di lettura

Non solo Brexit. Sul tavolo del Consiglio europeo a Bruxelles, esordio per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla guida del nuovo esecutivo targato M5S-Pd-LeU-Italia Viva, c’è anche un altro dossier che per l’Italia ha un peso rilevante: è il nuovo bilancio Ue, ovvero il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, predisposto per un’Unione europea a 27 membri, in vista appunto dell’uscita del Regno Unito.

Sulla base di un documento della Presidenza finlandese del Consiglio dell’Ue, il Consiglio europeo dovrebbe procedere a uno scambio di opinioni su questioni chiave legate al prossimo Quadro finanziario pluriennale (la dotazione complessiva,le risorse da assegnare alle diverse politiche, le risorse proprie, le condizionalità e gli incentivi).

Il Consiglio europeo dovrebbe invitare la presidenza finlandese a presentare uno schema di negoziato completo di cifre prima del Consiglio europeo di dicembre 2019.

Il taglio del budget Pac destinato all’Italia
Per quanto riguarda la nuova Politica agricola comune, la proposta avanzata dalla Commissione a maggio 2018 prevede che l’Italia abbia una dotazione complessivadi circa 36,3 miliardi di euro a prezzi correnti(24,9 miliardi per i pagamenti diretti, circa 2,5 miliardi per le misure di mercato e circa 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale) e di circa 32,3 miliardi di euro a prezzi costanti(oltre 22,1 miliardi per i pagamenti diretti, circa 2,2 miliardi per le misure di mercato e 7,9 miliardi per lo sviluppo rurale). Si tratta di un taglio di circa 4,7 miliardi di euro rispetto agli oltre 41 miliardi previsti per l’Italia dalla Pac 2014-2020, di cui 27 miliardi per i pagamenti diretti, 4 miliardi per le misure di mercato e 10,5 miliardi per lo sviluppo rurale. Secondo la proposta della Commissione europea, l’Italia sarebbe il quarto Paese beneficiario dei fondi Pac 2021-2027, dopo Francia(62,3 miliardi a prezzi correnti; 55,3 miliardi a prezzi costanti), Spagna(43,7 miliardi; 38,9 miliardi) e Germania(40,9 miliardi; 36,4 miliardi).

La trattativa sulla nuova ripartizione delle risorse
Più in generale, la Commissione propone di destinare il 29,1% del bilancio complessivo per la politica di coesione, il 28,6% per la Pac, il 35,6% per altri programmi e il 6,7% per l’amministrazione, mentre la proposta di compromesso della Presidenza finlandese del Consiglio Ue destinerebbe alla politica di coesione tra il 29,6% e il 29,8% delle risorse, alla Pac tra il 30,5% e il 30,9%, agli altri programmi tra il 32,8% e il 33% e all’amministrazione sempre il 6,7% delle risorse.

La partita sul bilancio all’interno dell’Ue
È in atto un braccio di ferro tra due “fazioni”. Da una parte gli Stati (Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Germania e Svezia) che premono per un bilancio sostenibile, che non superi l’1% del reddito nazionale lordo dei 27. Questi paesi chiedono un budget che finanzi le nuove priorità e i settori che possono sostenere di più la competitività europea. Risorse che, a loro avviso, dovrebbero scaturire anche dai tagli alle politiche tradizionali, come Pac e coesione.

Dall’altra parte, un gruppo di cui fa parte anche l’Italia (con Estonia, Grecia, Francia, Lituania, Lettonia, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Ungheria) che chiede non solo di finanziare in maniera adeguata le nuove priorità (migrazioni, difesa, sicurezza) e i settori fondamentali per la competitività dell’Ue (ricerca e innovazione, infrastrutture, spazio, digitale), ma anche le politiche tradizionali. Tra queste, appunto, la Pac.

Commissione europea in pressing per un’intesa sul nuovo bilancio
La Commissione europea ha chiesto ai leader Ue di raggiungere un’intesa in Consiglio entro la fine di quest’anno - la prossima riunione del Consiglio europeo sarà il 12 e 13 dicembre -, così da avviare i nuovi programmi nei primi mesi del 2021. Se ciò non accadesse, e le distanze tra i 27 dovessero permanere, l’intesa potrebbe slittare al 2020, probabilmente nel secondo semestre, ovvero sotto la presidenza tedesca.

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